Cgil stronca Brugnaro: "Un primo anno disastroso" - DIRE.it

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Cgil stronca Brugnaro: “Un primo anno disastroso”

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VENEZIA – Nel suo primo anno da sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro non è riuscito a tutelare le politiche del turismo sia sul versante della promozione che della tenuta occupazionale”, non ha creato “una visione strategica” dell’ente Città metropolitana e “sta perdendo la partita sulle competenze” con la Regione. Lo sostiene Fp-Cgil Venezia, che ha scelto di togliersi i sassolini dalla scarpa riguardo all’operato del primo cittadino proprio oggi, giorno in cui Brugnaro ha convocato la cittadinanza per “tirare le somme di questo primo anno di amministrazione”.

IBrugnaro_venezial sindaco “ha scelto di non confrontarsi con chi non gli da sempre ragione”, attacca il sindacato, lamentando la mancanza di un dialogo con Brugnaro. Inoltre, in un anno ha fatto poco sul versante della sicurezza, tanto sbandierata in campagna elettorale, limitandosi a una serie di “azioni antidroga della Polizia locale che, al di là dei risultati non certo eclatanti, distolgono i vigili dai compiti che gli sarebbero affidati”, continua la Cgil, che evidenzia i rischi corsi dalla Polizia municipale, eccessivi rispetto al ruolo e accentuati dalla scelta di mandare in giro pattuglie singole. E ancora, in campagna elettorale Brugnaro parlava di “una Venezia fatta di molti territori”, mentre ora chiude le municipalità, tagliando una rete di servizi che stanno nel territorio e che andrebbe riorganizzata e non chiusa”.

Sul fronte della scuola, poi, “il sindaco non sta facendo nulla“, e il suo silenzio “non può che essere letto come la volontà di fare fallire il servizio e probabilmente privatizzarlo”. La proposta fatta dall’amministrazione “sulla produttività dei lavoratori”, infine, innesca “una guerra tra poveri”. I dipendenti pubblici che hanno perso 200 euro medi al mese“, dovrebbero infatti “accettare di spartirsi poche briciole in una competizione” di idee, “valutate da una fantomatica commissione nominata dal sindaco”. Una proposta inaccettabile, sostiene il sindacato, che si dice preoccupato del futuro di Venezia, “non si può salvare così, e soprattutto non si può salvare contro i suoi lavoratori e dividendo la comunità”.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

1 luglio 2016
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