Mattarella: “Il carcere non sia il luogo in cui viene negata la speranza”

Videomessaggio del presidente della Repubblica ai ragazzi del carcere di Poggioreale.
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Sergio MattarellaROMA – “Il carcere non è – e non deve mai essere – il luogo in cui viene negata la speranza. A nessuno, tanto meno ai giovani, deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi, lasciando i sentieri dell’odio e della violenza che non portano felicità, ma producono e moltiplicano solo paura e sofferenza”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel videomessaggio ai ragazzi del Padiglione Firenze e del Padiglione Livorno in occasione della proiezione in anteprima nel carcere di Poggioreale a Napoli di Robinù, il film documentario di Michele Santoro.

“Ragazzi, anche nella cella di un carcere, nella privazione della libertà, nella lontananza dagli affetti familiari- sottolinea- le istituzioni devono esservi accanto“. Il capo dello Stato osserva che “la rieducazione, che la nostra Costituzione prescrive, non è un percorso facile. Serve anche il vostro impegno, la vostra tenacia, la forza di resistere. Ma è l’unico percorso che possa garantire davvero, a voi e ai vostri cari, un futuro di serenità, di dignità, di appagamento. Lo Stato, come sta cercando di fare, deve impegnarsi per la sua parte: moltiplicando le occasioni per la formazione, per il reinserimento sociale, sviluppando un sistema di pene alternative. Servono anche, è naturale, l’attenzione e la partecipazione della società civile, degli intellettuali, degli artisti, dei mezzi di comunicazione. Perché chi esce dal carcere non sia un isolato, ma torni a sentirsi a pieno titolo cittadino e membro della nostra comunità nazionale. Cambiare vita è possibile, ed è l’unica strada positiva. Io sarò attento alla vostra condizione”.

Mattarella spiega che “l’istituzione carceraria rappresenta per lo Stato una necessità non derogabile, ma alcune volte è anche una sconfitta. E’ una necessità, perché un comportamento gravemente contrario alla legge, che provoca danni e dolore ad altre persone, deve essere necessariamente sanzionato. Diventa anche una sconfitta quando a varcare le porte del carcere è un giovane proveniente da un contesto sociale difficile e segnato da una forte presenza di criminalità”.

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