Il Coronavirus può causare ictus e disturbi neuropsicologici

Lo rivela uno studio del dipartimento di Psicologia generale dell'Universita' di Padova, in collaborazione con l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

VENEZIA – Il Covid 19 puo’ provocare anche ictus, difficolta’ linguistiche, agitazione comportamentale, e segni neuropsicologici altamente specifici, come agrafia e afasia di conduzione, ovvero incapacita’ di scrivere e di riprodurre i suoni ascoltati. Lo rivela uno studio del professor Konstantinos Priftis del dipartimento di Psicologia generale dell’Universita’ di Padova, in collaborazione con le psicologhe Lorella Algeri e Simonetta Spada e la fisiatra Stella Villella dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, pubblicato sulla rivista ‘Neurological science‘. 

Nello studio “e’ stato indagato per la prima volta un paziente in cui il covid 19 si e’ manifestato oltre che con lievi evidenze respiratorie anche con sintomi mentali generalizzati, in seguito regrediti, e con segni neuropsicologici altamente specifici”, e i risultati evidenziano come “oltre alla necessita’ di curare le conseguenze dei danni respiratori e cerebrali, una delle frontiere future che il sistema sanitario dovra’ fronteggiare sara’ quella di valutare un paziente covid 19 anche dal punto di vista neuropsicologico come indizio sentinella di affezione da virus e avviare una sistematica riabilitazione cognitiva”. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»