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Al Senato appello per la presidenza italiana del G7: “Accelerare sulla salute globale”

Orizzonte 2030, parlamentari a dialogo con rappresentanti di organizzazioni internazionali e con le società civili dei Paesi del forum

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ROMA – Accelerare per il diritto alla salute, a partire dalla copertura sanitaria universale: questo l’appello per la presidenza italiana del G7 al via nel 2024 giunto da un incontro al Senato con la partecipazione di parlamentari, esponenti di organizzazioni internazionali e voci della società civile. La premessa è che Roma, nei forum che finora ha guidato, si è distinta per l’attenzione e la visione sul tema.

LE VOCI DELLE SOCIETA’ CIVILI

“Pensiamo che come gruppo inter-governativo informale delle società civili delle principali economie dei Paesi avanzati possiamo svolgere un ruolo per accelerare i progressi in vista di una copertura sanitaria universale” ha detto Stefania Burbo, rappresentante del Network italiano salute globale. Citati nel suo intervento dati diffusi a settembre durante una riunione di “alto livello” delle Nazioni Unite: ancora nel 2030 un terzo della popolazione mondiale potrebbe non avere una copertura sanitaria. “E’ evidente”, ha avvertito Burbo, “che con questi ritmi non ci siamo e che non riusciremo a raggiungere gli obiettivi”.
Secondo la rappresentante del Network, “il tema della salute è sempre stato importante per le agende del forum a presidenza italiana e anche in occasione del G20 che si è tenuto a Roma in pieno periodo Covid”.

DIALOGO CON I PARLAMENTARI

A dialogare anche Stefania Craxi, di Forza Italia, presidente della Commissione esteri e difesa del Senato. La parlamentare ha citato i dati Onu di settembre: “Indicano progressi grandi”, ha detto, “ma non sufficienti per raggiungere la copertura sanitaria universale nel 2030”. L’incontro è stato organizzato su iniziativa di un altro senatore, Alessandro Alfieri, del Partito democratico. “Come Paese presidente del G7 nel 2024”, ha evidenziato, “abbiamo la possibilità di costruire proposte fondamentali anche nell’approccio che il mondo occidentale e le democrazie liberali mettono in campo”. Il parlamentare ha aggiunto: “La Cina prova a dialogare con il Sud del mondo e con l’Africa spesso con una logica predatoria, magari con il ‘land grabbing’; come democrazie liberali, come Europa e anche come Italia con il Piano Mattei, dobbiamo fare un salto di qualità ragionando come Europa su come dare un messaggio alternativo a quello di Pechino con la Via della seta“.

La senatrice Sandra Zampa, pure del Pd, ha ricordato il prossimo trentennale della Conferenza su popolazione e sviluppo che si tenne al Cairo nel 1994. Al centro del suo contributo l’esigenza di contrastare le violenze di genere e al contempo di tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle donne. “Oggi vediamo una grande distanza tra ciò che vorremmo vedere realizzato e ciò che non vorremmo accadesse più” ha denunciato la parlamentare, ricordando come solo ieri in Italia ci siano stati due femminicidi, a Salsomaggiore Terme e ad Andria. Ad allargare ancora gli orizzonti Monica Ferro, dirigente del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). “La leadership del G7 è potente” ha detto la responsabile, “sia per fissare l’agenda globale sia per indirizzare investimenti critici nella prospettiva di dare a tutti più dignità”. Anche se il contesto è difficile, è stato ricordato più volte durante l’incontro: le guerre, dall’Ucraina al Medio Oriente, ostacolano crescita e diritti sociali.

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