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Dl Sicurezza, Leu: “Bandiere di partito davanti alle sedi istituzionali, è regime”

La manifestazione della Lega davanti a Montecitorio per celebrare il voto favorevole sul dl sicurezza fa scattare la sinistra.
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ROMA – Basta con le bandiere di partito davanti alle sedi istituzionali. La manifestazione della Lega davanti a Montecitorio per celebrare il voto favorevole sul dl sicurezza fa scattare la sinistra che protesta a gran voce per l’esibizione di vessilli leghisti e striscioni con slogan di partito a pochi metri dall’ingresso della Camera dei deputati. Si tratta di una seconda volta: i Cinque Stelle il 27 settembre scorso per festeggiare la presentazione della manovra, avevano portato le loro bandiere fin sotto il balcone di palazzo Chigi.

FORNARO: “PROVE DI REGIME”

“Ormai siamo alle prove di regime”, sbotta Federico Fornaro, capogruppo di Leu a Montecitorio, interpellato dalla Dire. “Prima Di Maio e i 5 Stelle, oggi Salvini e la Lega espongono uno striscione davanti a Montecitorio sul Dl sicurezza appena approvato con la scritta “decreto Salvini è legge: la pacchia è finita”. Il tutto ovviamente a favore di telecamere e flash. Mentre i cittadini che vogliono protestare contro le politiche di questo governo devono chiedere le autorizzazioni, le due forze politiche di maggioranza no”.

Solo pochi giorni fa, il 23 novembre, tre volontari dell’Arci erano stati identificati in piazza Montecitorio per essersi scattati una foto davanti a uno striscione che chiedeva di non votare il decreto sicurezza. Lo striscione era finito sequestrato e la polizia aveva aperto un’indagine per manifestazione non autorizzata. Oggi invece tutti i deputati hanno portato a pochi metri dall’ingresso di Montecitorio le bandiere della Lega e uno striscione a caratteri cubitali. “Siamo al governo delle bandiere e delle bandierine. Una cosa gravissima”, aggiunge Fornaro.

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