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In Sardegna è allarme cavallette: nel 2022 sono andati distrutti 50mila ettari

L'appello della Coldiretti alla Regione: "Si segua l'esempio della peste suina"

Pubblicato:29-05-2023 16:30
Ultimo aggiornamento:29-05-2023 16:30
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allarme cavallette
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CAGLIARI – Nel 2019 si stimava che l’invasione delle cavallette nelle campagne sarde comprendesse una superficie totale di 2.000 ettari. Nel 2022, appena tre anni dopo, si parla di circa 50.000 ettari distrutti, mentre quest’anno si prevede un ulteriore incremento che potrebbe riguardare non solo il Nuorese, ma anche le Province di Oristano e Sassari. Sono i dati, impressionanti, diffusi oggi dalla Coldiretti isolana, che questa mattina con i suoi soci ha organizzato un sit-in di protesta a Noragugume, il Comune del Nuorese dove la Regione ha installato la centrale per coordinare le operazioni di disinfestazione, e dove stamane si sono recati per un sopralluogo gli esperti della Fao. Un “blitz”, quello dell’associazione, che però non si è limitato alla protesta, ma che ha permesso di mettere nel tavolo della discussione una nuova proposta per tentare di arginare il fenomeno: la creazione di un’unità di progetto ad hoc, sull’esempio di quella attivata dalla giunta Pigliaru per la lotta alla pesta suina africana.

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“Nel 2023, nonostante anni di invasioni e precedenti, il centro Sardegna continua a essere flagellato dalla piaga delle cavallette- spiegano il presidente e il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Leonardo Salis e Alessandro Serra-. Anche quest’anno colture, erbai e pascoli sono messi a repentaglio, così come le economie di agricoltori e allevatori”. In questi anni, “le denunce, ma soprattutto le proposte, di Coldiretti sono rimaste inascoltate- attaccano- e si continua con politiche inadeguate e disconnesse tra loro per l’assenza di una vera regia. Non si può più andare avanti così, le aziende sono in ginocchio e vogliamo fatti concreti”.


ALLARME CAVALLETTE: L’APPELLO DELLA COLDIRETTI

Con la dismissione del Centro regionale anti-insetti, dopo la revisione della norma sugli enti regionali nel 2007, “è stata abbandonata l’unica cabina di regia che avrebbe potuto guidare le operazioni di intervento oltre che le politiche di contenimento e prevenzione- ricordano i vertici della Coldiretti-. Azioni a rilento su tutti i fronti, acuite dall’inaccettabile perdita di tempo dovuta alla caotica gestione del fenomeno delle cavallette e al rimpallo delle responsabilità tra enti e assessorati”. Una gestione “che ha permesso al problema di peggiorare anno dopo anno, a discapito delle aziende agricole e di allevamento”.

Sulla base di queste considerazioni “riteniamo necessaria la nascita di un’ unità di progetto, già proposta più volte in passato, dedicata alla lotta acridica, alla stessa stregua di quella attivata per la lotta alla Peste suina africana, che ha prodotto evidenti risultati- la posizione dell’associazione-. Una cabina di regia con i poteri delegati direttamente dal presidente della Regione, per emettere ordinanze ad hoc e intervenire in maniera organizzata nella lotta all’invasione”. Tra le ordinanze potenziali dell’Unità di progetto, la considerazione di Salis e Serra, “ci sarebbe potuta essere quella delle arature, nelle deroghe alla corresponsione dei premi comunitari, per ragioni di carattere emergenziale. Questa azione di controllo avrebbe evitato l’attuale rimpallo di responsabilità che emerge costantemente sulla stampa, per l’assenza di un coordinamento efficace ed univoco, tale da eliminare ogni dubbio”.

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