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Successo ‘Ottobre Rosa’, Umberto I: “Ripeteremo l’evento”

Tantissime le richieste. "Non siamo riusciti a soddisfarle tutte: per questo motivo nei mesi futuri avremo la possibilità di ripetere l'iniziativa"
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ROMA  – Ottobre è un mese ‘rosa’. Anche quest’anno, infatti, si è rinnovato l’appuntamento della Regione Lazio con gli screening gratuiti per il controllo del seno.

L’iniziativa offre alle donne nelle fasce di età 45-49 e 70-74 anni, cioè quelle non comprese nella fascia garantita dal programma, l’opportunità di prenotare una mammografia gratuita nelle 47 strutture sanitarie regionali che partecipano all’iniziativa.

Tra queste anche il Policlinico Umberto I di Roma, che ha aderito a ‘Ottobre rosa’ dedicando alle donne due giornate di prevenzione tra ieri e oggi nei centri di Palazzo Baleani in corso Vittorio Emanuele e nel dipartimento di Radiologia centrale in viale Regina Elena.

L’obiettivo è la riduzione della mortalità e il miglioramento della qualità di vita delle donne attraverso la diagnosi precoce di un eventuale tumore.

“La risposta delle donne nei nostri centri è sempre stata molto appropriata- spiega il professor Massimo Monti, direttore dell’Unità di Chirurgia generale e ricostruttiva e referente del Centro di Senologia dell’Umberto I- Anche quest’anno abbiamo avuto tantissime richieste e non siamo riusciti a soddisfarle tutte, fermandoci ad alcune decine: per questo motivo, probabilmente, nei mesi futuri avremo la possibilità di ripetere l’iniziativa. Quest’anno per la prima volta le donne che si sono sottoposte all’esame esclusivamente mammografico non facevano parte delle fasce di screening a cui le Asl normalmente si rivolgono”.


Grazie all’iniziativa, nel corso di tutto il 2015 i programmi di screening mammografici hanno permesso di identificare 500 tumori maligni tra le donne invitate a effettuare le analisi e che sono poi state operate nei centri di riferimento regionali. Solo nel corso dell’ultima edizione di ‘Ottobre rosa’, invece, in totale sono state effettuate 7.345 prestazioni di screening (mammografie, ecografie, visite senologiche) e sono stati identificati 56 tumori maligni. Sulla necessità di fare prevenzione “è senz’altro aumentata la consapevolezza delle donne– conclude Monti- e ha portato alla possibilità, divenuta oggi realtà, di guarire da una malattia del genere. Oggi si sconfigge il tumore alla mammella perché le donne non si sottraggono agli esami: la diagnosi è sempre più precoce, si guarisce prima e con interventi sempre meno disabilitanti”.

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