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Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 27 agosto – pomeriggio

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SAN MARINO – Nel pomeriggio si è concluso l’esame dell’articolato del Progetto di legge sugli Npl con la sua approvazione: sono 31 i voti favorevoli e 10 i contrari.

Al centro del confronto il tema delle garanzie date dello Stato sulle emissioni “Senior” e i rischi possibili in tale processo. Per Rf e Libera c’è nel testo “un approccio approssimativo”, perché si rimanda la definizione di quante garanzie concedere, e “discrezionale”, poiché a deciderle sarà il congresso di Stato, mentre la Commissione consiliare Finanze avrà un ruolo marginale. Matteo Ciacci di Libera chiede di mantenere per lo Stato il diritto di rivalsa sugli istituti che hanno portato alla perdita. “Se lo stabilissimo- replica Giovanni Maria Zonzini di Rete- si annullerebbe l’effetto reale di questa operazione sul bilanci banche, non le libererebbe, poi il regresso lo faremmo su noi stessi, poiché i principali originator sono banca Cis, attualmente Bns, che è detenuta dall’Ecc.ma Camera, e Cassa risparmio di San Marino, anch’essa detenuta da Ecc.ma Camera, quindi metteremmo tutto nel bilancio dello Stato”. Poi le dichiarazioni di voto, in cui i gruppi di opposizione anticipano il loro voto contrario, mentre i capigruppo di maggioranza confermano la necessità dell’intervento.

 I lavori proseguono al comma 16 con  la ratifica del “Decreto Delegato 07/07/2021 n.125 – Reclutamento e progressione di carriera nelle Forze dell’Ordine” e dell’Accordo fra Governo e Ooss per l’attuazione di interventi normativi, organizzativi e retributivi relativamente al Corpo di Polizia Civile. “L’intervento normativo- spiega la relazione al decreto, presentato dal Sds per gli Affari interni Elena Tonnini- si inserisce nell’ambito del programma di governo circa il riordino dei Corpi di Polizia e scaturisce anche dalla situazione di criticità di organico, manifestata dai comandanti dei Corpi sopraccitati, con particolare attenzione ai gradi di gendarme e guardia rispettivamente nel corpo della Gendarmeria e del Nucleo uniformato della Guardia di Rocca ed al profilo di ruolo di agente nel corpo di Polizia Civile”.

 Nel corso dell’esame degli emendamenti al decreto, viene respinto all’articolo 2 un emendamento presentato da Rf volto a alzare il limite di età da 35 anni, come previsto, a 45 anni per chi ha prestato servizio nei corpi militari volontari per almeno 10 anni nel reclutamento di un agente di polizia, un gendarme o guardia. Viene invece accolto l’emendamento della maggioranza all’articolo 8 bis, per estendere la possibilità di “Arruolamento per chiamata” non solo in servizio definitivo ma “in alternativa in servizio temporaneo con incarico triennale rinnovabile di un ulteriore mandato”. Alla fine il decreto viene ratificato all’unanimità. Anche sull’Accordo fra Governo e Ooss l’Aula si esprime in favore all’unanimità.

Si passa quindi al voto di due Odg presentati in comma Comunicazione, in relazione all’attualità in Afghanistan e all’istituzione della giornata nazionale del voto.

Come spiega Gerardo Giovagnoli, Npr, in riferimento all’Odg sulla situazione in Afghanistan, è un testo che “trova il consenso di tutti i gruppi che lo hanno sottoscritto e mira a risolvere nelle sedi diplomatiche temi di emergenza umanitaria in Afghanistan, in particolare per l’attenzione ai più colpiti, donne e bambini”.  L’Odg è approvato all’unanimità con 37 voti in favore.

Il consigliere Francesco Mussoni, Pdcs, spiega poi che tutte le forze politiche hanno sottoscritto anche l’Odg per l’istituzione della Giornata nazionale del volo. Anche il secondo e ultimo Odg viene approvato all’unanimità.  Il Consiglio grande e generale di agosto si conclude, lasciando inevasi molti punti all’ordine del giorno, per lasciare l’Aula al riferimento in seduta segreta del Sds degli Affari Esteri Luca Beccari in tema di green pass, alla luce delle dichiarazioni odierne del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.   

Di seguito le dichiarazioni di Voto sul Pdl Misure e strumenti per la cartolarizzazione dei crediti

Dichiarazioni di voto /31 favorevoli, 10 contrari Legge approvata.

Nicola Renzi, Rf

Il risultato di questa legge è totalmente insoddisfacente perché due o tre questioni da sole bastano a rendere questro progetto non una opportunità ma qualcosa di pericoloso.

Sarebbe stato necessario usare questi provvedimenti di legge come ancora di salvezza nei confronti del sistema bancario ma controbilanciandolo con interventi importanti.

Passa il messaggio che all’uomo comune, con un tratto di penna, la banca può escutere la casa, e con un altro tratto di penna lo Stato può dare garanzie concrete, soldi pubblici, al sistema bancario finanziario. Spero tutte le persone che ci ascoltano si avvedano di questo meccanismo non bilanciato da regole e sistemi precisi che possano evitare abusi. Il primo caso, più clamoroso, è quello dell’arranger, l’arbitro se lo sceglieranno direttamente gli istituti di credito. A stabilire il valore degli Npl potrà essere magari un consulente che ha lavorato per quelle banche fino ad oggi. E’ una cosa inaccettabile, ma c’è di più: se le banche non si mettono d’accordo, l’arranger se lo sceglie il governo senza avere definito requisiti precisi. Una volta approvato il pdl, il governo avrà mano libera nella scelta dell’arranger e nel decidere quanti soldi di garanzia dare perchè l’operazione possa funzionare. Sarebbe bastata la volontà di sedersi a un tavolo per fare un’operazione di sistema che forse avrebbe fatto meno contento qualche potentato.  Il governo ha tirato dritto persino con un Consiglio di agosto e con una maggioranza stanca e sfibrata cje è venuta oggi per spingere un bottone su scelte dannose per il Paese.

Emanuele Santi, Rete

 Ci troviamo di fronte a un progetto di legge molto tecnico, uno strumento che deve dare la possibilità di risolvere l’annoso problema dei crediti non performanti. C’è un monte di oltre un miliardo e mezzo di Npl generati in oltre 10 anni. Tra prima e seconda lettura abbiamo fatto tutta una serie di migliorie con emendamenti, anche quelli accolti portati dall’opposozione, e abbiamo migliorato il testo. A differenza della politica del precedente governo, che ha deciso di vendere gli Npl, noi abbiamo optato per una gestione interna, attraverso una società veicolo, per poter garantire posti di lavoro a professionalità atte al recupero degli Npl, dimostrando sensibilità. La differenza grossa di questo Pdl sarà nella sua applicazione: e qui il passaggio in Commissione finanze, in maggioranza e al governo farà la differenza. Valuteremo con attenzione le risultanze che farà il valutatore e quando saremo chiamati a decidere sulla garanzia dello Stato.

Obiettivo è quello di pulire i bilanci delle banche. E’ vero, questi crediti sono stati molto svalutati ma dobbiamo impegnarci a recuperare il massimo possibile. Non possiamo essere leggeri su questa tematica. C’è stata una scelta politica di non dare una garanzia prestabilita per legge, vogliamo avere mano libera di poter anche decidere di non dare la garanzia. La si potrà dare anche tramite istituti di assicurazione. Credo in tutto questo, con tutti i limiti, abbiamo dato un pdl che può dare una risposta concreta a questo problema. Dovremo chiaramente avere tutti i presidi su chi darà e come sarà la valutazione poi, passaggio per passaggio, compiremo questa operazione in modo che esponga lo Stato il meno possibile. Per questi motivi credo il pdl potrà ottenere il favore dell’Aula, il movimento Rete lo voterà.

Michela Pelliccioni, Dml

E’ un progetto che risponde alle esigenze principali del sistema finanziario, legate agli Npl, caldeggiato dal Fmi che spinge a una soluzione. La buona riuscita e che sia un processo con risultati è sicuramente interesse di tutti i partecipanti perché o si vince tutti o si perde tutti. Qualcuno dice che mancano principi importanti, è vero perchè sono demandati alla regolamentazione secondaria in corso di emanazione. Parlo del tasso di ponderazione che non è un aspetto secondario e dovrà essere almeno uguale o minore agli attivi ceduti alle banche. In questo momento è vitale procedere in tempi celeri con il Pdl, Dml esprime parere favorevole al progetto.

Francesco Mussoni, Pdcs

Il consigliere Renzi dice ‘siamo in Aula a votare il pdl sugli Npl con una maggioranza stanca pronta a spingere un bottone ‘, per noi è inaccettabile. Questa maggioranza ha voluto lavorare in questi mesi a questo pdl che era necessario già dal 2015 e che altre maggioranze non hanno voluto portare a compimento. E’ un provvedimento necessario che in tutti i paesi europei e occidentali hanno fatto, perché la finanza ha generato queste distorsioni. Questa legge ha ereditato effetti tossici di un sistema bancario frutto di un’economia che non c’è più e noi chiudiamo oggi quell’era e ci poniamo in un’era di trasparenza ed equipollenza con le norme europee e italiane.

Anche noi abbiamo delle paure: la partita della terzietà dei tecnici e della corretta valutazione dei crediti. Dipenderà dalle norme di secondo livello e dalla qualità dei soggetti coinvolti. Rispetto al testo in prima lettura c’è una elevazione di garanzie. Questo pdl chiude anche con la prassi della gestione dei crediti sbagliata interna alle banche. Non saranno più accettabili i fenomeni del passato. Questa maggioranza ha coraggio a fare questo progetto di legge ed è facile strumentalizzare il termine ‘arranger’ e altre terminologie introdotte, ma non è aria fritta. E’ responsabilità di una politica e di una maggioranza che vuole risolvere i problemi. Noi sosteniamo con convinzione questo pdl e vigileremo sulla gestione del fenomeno e non accetteremo che qualcuno faccia ancora utili in modo improprio, come qualche anno fa abbiamo avuto sentore in commissione Finanze con i crediti di Cassa di risparmio. Se avevamo già questa legge magari sarebbe stato diverso.

Matteo Ciacci, Libera

Che siate una maggioranza sfilacciata non lo diciamo noi, ma voi con verifiche ripetute e costanti, che siate maggioranza che ha interesse a far sì che le banche siano salvaguardate particolarmente non lo diciamo noi, ma lo dimostrano i fatti e che il 50% del debito estero che avete contratto finirà nelle banche e la poca trasparenza verso il prestito Carghill e verso il debito estero…

Che la maggioranza abbia dato delle risposte è tutto da vedere. Il progetto che avete messo in campo garantisce troppo poco lo Stato e troppo le banche, abbiamo un sistema di valutazioni che sarà influenzato dagli istituti di credito, visto che il valutatore è scelto dalle banche stesse. Per di più abbiamo un veicolo di sistema che emetterà delle obbligazioni e una buona parte saranno garantite dallo Stato. Inoltre abbiamo una azione di recupero che non ha mai funzionato in questo Paese. Inaccettabile che la garanzia dello Stato sia introdotta con delibera dello Stato, nella sua discrezionalità. 

Noi ad oggi non possiamo che denunciare un progetto di legge che non ci piace e non dà le garanzie ascoltate nelle altre dichiarazioni di voto. Non c’è neanche intenzione di voler salvaguardare lo Stato, eliminato il diritto di recesso. Il nostro ruolo è stato anche quello di far delle proposte, ne è stata approvata solo una, ovvero che almeno la commissione Finanze ogni 6 mesi sia informata dell’avanzare del progetto. Non ci si può più permettere. come politica, di introdurre denaro e salvaguardare gli istituti senza andare a capire chi in passato ha sbagliato che finalmente deve pagare. Da oggi non si tira una riga. Nel 2019 abbiamo iniziato a ‘far pagare’, si vada avanti, la pagina sia ancora approfondita. Evitiamo che questo Pdl sia l’ennesimo favore degli istituti di credito che devono essere chiamati alle loro responsabilità. Comunico il nostro voto contrario.

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