Report del Consiglio Grande e Generale del 28 maggio – seduta pomeriggio

La sintesi degli interventi
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La Commissione Consigliare Permanente Affari Costituzionali ed Istituzionali; Pubblica Amministrazione; Affari Interni, Protezione Civile, Rapporti con le Giunte di Castello; Giustizia; Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Università e Ricerca Scientifica ha al centro la relazione del Segretario di Stato Andrea Belluzzi relativamente sulla riapertura di scuole e centri estivi. “Sugli edifici scolastici è iniziata una indagine di valutazione – premette il Segretario, dopo aver annunciato di aver firmato nella giornata di oggi apposito Decreto – e sono iniziati i primi interventi per rendere le aule fruibili in modo che le classi possano mantenere il distanziamento interpersonale tra gli studenti”. “Scuola media e superiori concluderanno con la didattica a distanza”. L’anno terminerà con “un esame in presenza basato su una prova orale” che si svolgerà in “aule di dimensioni adeguate” e “senza assembramenti”. Nel caso delle medie gli esami avranno inizio il 12 giugno, il 18 giugno per le superiori. Quanto ai nidi, “stiamo scrivendo le procedure in collaborazione con l’ISS per poterli riaprire al più tardi nel mese di luglio”. La scuola dell’infanzia dovrebbe invece ripartire indicativamente attorno all’8 giugno per concludersi entro la data prevista dal calendario originale. Tuttavia al momento le condizioni permettono di “accogliere in modalità sicura circa 450 bambini, circa la metà rispetto al numero complessivo”. “Nel caso in cui ci fossero più di 450 richieste di iscrizione – precisa il Segretario – si ricorrerà allo struemnto della graduatoria”, tenendo conto delle effettive esigenze delle famiglie e criteri quali “monoparentalità, entrambi i genitori lavoratori, appartenere all’ultimo anno della scuola dell’infanzia”. Per le scuole elementari si sta valutando la possibilità di organizzare “un momento di saluto” in presenza o “eventualmente un progetto” per i bambini che terminano il ciclo, previo “confronto con gli insegnanti”. Capitolo centri estivi: “andranno formati molti più nuclei rispetto agli anni precedenti”. L’apertura avverrà “non prima del 22 giugno”. Per quelli pubblici il “numero massimo sarà di 40 bambini” e “saremo in grado di garantire il servizio di refezione”, mentre “per i privati la procedura prevede la presentazione di un progetto che tenga conto del rapporto tra animatori e minori”. Belluzzi non nasconde infine che il capitolo più complesso sarà quello legato al trasporto scolastico.

Comma 2 – Aggiornamento del Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura sull’evoluzione degli scenari e delle prospettive individuate, così come disposto dall’Ordine del Giorno conclusivo sugli interventi messi in Atto dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 e sulle “Linee Guida per la possibile riapertura delle Scuole”

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Andare a interpretare nell’emergenza le esigenze quotidiane non è un compito facile. Occorre riprendere questo compito ascoltando tutti. Ci sono necessità, opinioni, problemi ed esigenze. L’esercizio del dialogo nel riattivare questa funzione è una cosa particolarmente difficile. E’ già stato firmato oggi il Decreto che segna le modalità con cui concludere l’anno scolastico e segna la data di inizio degli esami di terza media e scuola superiore, indicando le modalità con cui devono essere tenuti gli esami e tutto ciò che è connesso. Vi do ora conto di quelle che sono le altre attività. L’Odg guarda sia al futuro immediato che al futuro un po’ più avanti nel tempo. Sugli edifici scolastici è iniziata una indagine di valutazione e sono iniziati i primi interventi per rendere le aule fruibili in modo che le classi possano mantenere il distanziamento interpersonale tra gli studenti. Stiamo andando avanti con la ricognizione e la ricerca di soluzioni di problemi. Il Decreto prevede anche di aumentare il numero di sezioni per la scuola media così da poter frazionare in caso di emergenza. Questa verifica è in corso quindi vi do solo atto di un lavoro che è in corso. Nel corso dell’estate è mia intenzione avviare un confronto con gli insegnanti su quelle che sono le modalità di fare scuola a settembre. Ci saranno delle procedure per garantire gli standard di sicurezza. Abbiamo un anno scolastico ancora da concludere. Scuola media e superiori concluderanno con la didattica a distanza e concluderanno con un esame in presenza con una prova orale. Non ci saranno assembramenti e modalità che possono compromettere la sicurezza. Le aule saranno di dimensioni adeguate. Per quello che riguarda i nidi ancora dobbiamo purtroppo stare fermi ma stiamo scrivendo le procedure in collaborazione con l’ISS per poterli riaprire al più tardi nel mese di luglio. Il che non significa riaprirli al 100 per cento. Bisognerà fare una riflessione per stabilire una scala di priorità partendo da chi più ha necessità del servizio. Questo può valere anche per la scuola dell’infanzia. Può accogliere in modalità sicura circa 450 bambini. Circa la metà rispetto a quello complessivo. Possiamo riaprire la scuola dell’infanzia già dal mese di giugno una volta terminate le indagini sierologiche a insegnanti e personale non docente. Rimangono fuori le scuole elementari. Lì abbiamo problemi più delicati. C’è un incrocio di diverse necessità. Uno dei problemi è il termine dell’anno scolastico. Ci sono bambini che terminano un ciclo ed è da febbraio che non vedono i compagni di scuola. Potrebbero non rivederli negli anni successivi. Possono avere delle problematiche di insicurezza e inadeguatezza per il ciclo scolastico successivo. Ci sono aspetti che riguardano la formazione dell’identità della persona. E’ importante confrontarsi anche con gli insegnanti per stabilire se può essere sufficiente una giornata o un progetto per sancire il passaggio ad un nuovo ciclo. Ci sono tanti bambini che terminano l’anno scolastico e non hanno questo problema ma per cui potrebbe essere prezioso un momento di saluto. Sui centri estivi ci sono delle problematiche speciali da affrontare e sostenere. La prima è la dimensione dei gruppi che deve essere incrociata con le fasce di età. Per gli animatori potrebbe essere più difficile gestire il gruppo. Per la riapertura non se ne parlerà prima del 22 giugno. Abbiamo prospettato diverse fasce di età con rapporti diversi tra animatori e bambini. Per quello che riguarda i centri estivi anche qui avremo probabilmente in funzione delle adesioni la necessità di formare molti più nuclei rispetto agli anni precedenti. Dovremo comunque prevedere un maggiore sforzo organizzativo. Gli edifici sono già stati tutti precettati. Si è iniziato a lavorare sulle superfici esterne per renderli fruibili. Questo sarà utile anche in caso di una piccola ripresa della scuola elementare. Per quelli pubblici saremo in grado di garantire il servizio di refezione. Dobbiamo ricordarci che la scuola è un servizio per la cittadinanza. Ho avuto e ricevuto sollecitazioni in un senso e nell’altro. Dobbiamo dircelo in maniera molto serena. Ci sono famiglie che richiedono che la scuola riapra. Le stesse sensibilità le hanno gli insegnanti. Vorrei che passasse il messaggio che ogni cosa che facciamo la facciamo nel rispetto di tutti. Quello del trasporto scolastico è un problema enorme. Se faremo la scuola in due turni – uno la mattina e uno il pomeriggio – ci saranno delle difficoltà.

Marika Montemaggi (Libera): Deve essere questo il luogo dove parliamo di un bene comune. Le ideologie e le squadre devono essere lasciate fuori per far prevalere un interesse più grande. Abbiamo già apprezzato la sensibilità dimostrata per aver riaperto la didattica per i ragazzi che hanno disabilità. Sicuramente era fondamentale. Il rapporto personale è fondamentale. Ci sono delle situazioni molto difficili da sostenere per le famiglie. Sono stati programmati interventi per allargare le aule. Vogliamo andare nella direzione di fare sì che tutti possano entrare a scuola? L’obiettivo è riaprtire a settembre ognuno dentro le proprie classi? Oppure una turnazione? Io vorrei che si ripartisse con tutti i nostri ragazzi nelle aule. Aspetto che mi ha lasciato perplessa. La scuola dell’infanzia può accogliere la metà dei bambini. Si farà una graduatoria? Sulla base di cosa? Quale può essere il metodo? Alcune famiglie resteranno fuori. Sui centri estivi. C’è questo mese di giugno che rimane molto una incognita. Sappiamo che ci sono centri estivi privati disponibili a collaborare. Potrebbe essere l’occasione per fare uno sforzo comune. Creare una collaborazione con chi può fornire servizi di questo tipo in maniera privata. E’ chiaro che bisogna arrivare a dare queste linee di indirizzo il prima possibile. Giugno è dopodomani. Si riesce a fare sì che a giugno le famiglie possano contare su una risposta concreta? Penso che quello di trovare strumenti di supporto alle famiglie sia un lavoro collegiale. Dai congedi parentali al supporto delle baby sitter. Se è vero che dobbiamo ripensare il nostro futuro lo dobbiamo fare tutti insieme.

Maria Katia Savoretti (Rf): Vorrei chiedere la data di conclusione dell’anno scolastico e se nel Decreto sono previste le materie dell’esame di Stato. In merito all’apertura dei centri estivi. E’ ovvio: i centri estivi non sono un parcheggio ma comunque sono importanti perché permettono alle famiglie che devono lavorare di avere un aiuto. L’apertura non prima del 22 giugno è una data che lascia scoperto il mese di giugno. Bisogna trovare delle soluzioni per sostenere quelle famiglie che non hanno alternative. Mi fa piacere ci sia una ricognozione sugli edifici. Facendo questa ricognizione saremo in grado di rispettare le distanze di sicurezza e fare una didattica in presenza che è sicuramente più completa. Attualmente gli edifici possono accogliere solo la metà dei bambini della scuola dell’infanzia. Vorrei chiedere le modalità in base a cui queste graduatorie verranno stilate. Lasciare indietro qualcuno non è bello. C’è questa possibilità di fare un progetto per quei bambini che stanno frequentando la quinta elementare o comunque un momento di conclusione dell’anno scolastico. Sicuramente la cosa più impegnativa sarà il trasporto scolastico.

Matteo Rossi (Npr): Mi è piaciuta molto la definizione di distanziamento interpersonale e non distanziamento sociale. E’ una questione tra persone non una spaccatura nella società. Bella questa terminologia. I nidi possono essere un’esigenza della famiglia che lavoro. In questo caso la base volontaria sia del tutto percorribile e quindi la priorità va individuata in chi ha maggiori esigenze. Per la scuola dell’infanzia: condivido l’aspetto che si possa partire con le attività seppur in un lasso di tempo relativamente breve perché si parla comunque di poco tempo. Anche per l’infanzia è importante sottlineare il passaggio di ciclo. E’ un bel gesto e credo che anche gli insegnanti potranno apprezzare questa iniziativa. Per quel che riguarda le scuole elementari: il discorso della priorità per chi termina il ciclo. Io ritengo che sia stata una iniziativa importante quella di mettere al centro l’insegnante e un appello è quello di lavorare per non creare spaccature tra categorie. Creare spaccature in questo caso non è utile. Chiedo al presidente Valentini se in una delle prossime sedute della Commissione si possono invitare degli insegnanti per ragionare insieme a loro. Per i centri estivi: ritengo che la data del 22 giugno possa essere una soluzione considerato l’attuale momento e la necessità di formare il personale che dovrà lavorare.

Guerrino Zanotti (Libera): Impensabile poter tirare fuori dal cilindro il modello perfetto per la ripresa scolastica. Non possiamo rincorrere modelli che abbiamo in altre realtà. Quello che ci deve guidare sono le necessità dei bambini in primo luogo. Chiediamo uno sforzo da parte del Governo di dare un supporto alle famiglie che non potranno usufruire di questi servizi. Non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista dell’elasticità, sopratutto nei riguardi delle donne che sono le più colpite.

Gloria Arcangeloni (Rete): A che punto è l’indagine sulle esigenze delle famiglie? Capiamo quante famiglie vogliono far rientrare i bambini nelle strutture. Ok le aperture: ma dovranno essere seguiti dei criteri che saranno dettati dall’emergenza che abbiamo alle spalle. Le graduatorie di cui parliamo: bisognerà stilare dei criteri. Quali saranno?

Daniela Giannoni (Rete): La mia domanda è relativa al tavolo di confronto salute-scuola. Qualsiasi bambino di quinta vorrebbe avere la possibilità di salutare gli insegnanti e i propri compagni. Ciò dipenderà dalla modalità con cui gli si potrà dare questa occasione. Poi una domanda più pratica che riguarda i centri estivi. Immagino ci sarà anche un numero massimo di bambini che possono partecipare al gruppo. Si pone il dubbio dell’economicità per il privato, considerando spese fisse e che non può avere delle economie di scala. Quindi le rette potrebbero essere piuttosto alte. Come pensiamo di gestire queste situazioni?

Mariella Mularoni (Pdcs): Siamo soddisfatti della proposta che è stata fatta oggi. Con questi provvedimenti vogliamo dare risposte alle famiglie che non possono più aspettare. Sarebbe auspicabile consetire le attività all’aperto già nel mese di giugno. Attendiamo vengano predisposti i protocolli di sicurezza da rispettare. Apprezziamo anche lo sforzo che si sta facendo per studiare un piano di riapertura delle scuole a settembre anche con modalità differenti. Già costituiti dei gruppi di lavoro. Importanti dialogo e confronto anche con le famiglie. Vogliamo lavorare in questa direzione.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Scuola dell’infanzia. Il concetto di graduatoria: si è deciso di seguire delle linee guida comuni a livello europeo. Nel caso in cui ci fossero più di 450 richieste di iscrizione. Prevediamo di poter essere operativi circa dall’8 giugno. Si terrà conto di monoparentalità, entrambi i genitori lavoratori, appartenere all’ultimo anno della scuola dell’infanzia. La delibera dà la facoltà di fare una delibera con le linee guida per i centri estivi. Verrà emessa nel prossimo Congresso di Stato di modo che se quelli privati sono confacenti alle linee guida potranno già aprire. E’ descritto il rapporto bambini animatori. Numero massimo di 40 per centri estivi pubblici. Per i privati la procedura prevede la presentazione di un progetto. Per quello che riguarda gli esami si tratta di un colloquio su tutte le materie. Gli esami avranno inizio dal 12. Per le scuole superiori dal 18 con una calendarizzazione. Per i centri estivi pubblici cercheremo di avere gruppi il più frazionati possibili. Il trasporto scolastico nella fase dell’emergenza è un punto di debolezza. Facciamo i conti con quello che è il nostro contesto. Ogni Paese presenta il suo progetto in base alla diffusione del virus e alla sua situazione economica. Dovremo sopperire con l’elasticità che dovrà avere il datore di lavoro pubblico privato per permettere alle famiglie di sopperire alle carenze del trasporto. Per quanto riguarda la colonia di Pinarella. Ci sono state le autorizzazioni per poterla riaprire da parte delle autorità italiane. Ho posto la questione e lunedì ne parleremo in Congresso. Nel momento in cui non si potrà dare una risposta a tutti, mi chiedo se il criterio temporale è quello più opportuno oppure se siano necessari criteri più opportuni.

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28 Maggio 2020
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