CasaPound chiude il partito. Iannone: “Basta elezioni, torniamo alle origini”

"La decisione di oggi non segna affatto un passo indietro"
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ROMA – “In seguito all’esperienza delle ultime elezioni europee e al termine di una lunga riflessione sul percorso del movimento dalla sua fondazione a oggi, CasaPound Italia ha deciso di mettere fine alla propria esperienza elettorale e partitica“.

Lo comunica il presidente di Cpi, Gianluca Iannone, che aggiunge: “La decisione di oggi non segna affatto un passo indietro, da parte del movimento, ma anzi e’ un momento di rilancio dell’attivita’ culturale, sociale, artistica, sportiva di Cpi, nel solco di quella che e’ stata da sempre la nostra identita’ specifica e originale.

Sara’ anche un’occasione per tornare a investire tempo ed energie nella formazione militante, particolarmente essenziale, dati i nuovi pruriti liberticidi della sinistra”. “Tale decisione- continua Iannone- non significa che CasaPound intenda disertare la battaglia sovranista e identitaria.

Al contrario, Cpi intende sfruttare il suo bagaglio di vivacita’ culturale, radicamento sul territorio ed energia militante per contribuire a quella che resta la sfida cruciale da qui ai prossimi anni, dialogando con tutte le forze che si oppongono alle follie globaliste e hanno a cuore i destini della nazione.

I molti eletti a livello locale e le 140 sedi sparse su tutto il territorio nazionale resteranno inoltre preziosi avamposti politici per portare avanti le nostre battaglie“. “In tutti questi anni- spiega ancora il presidente di Cpi- CasaPound ha svolto un’importante funzione di avanguardia politica, mettendo in circolo proposte e parole d’ordine che poi sono finite in cima all’agenda del dibattito politico: pensiamo solo a mutuo sociale, reddito nazionale di natalita’, nazionalizzazione delle autostrade, preferenza nazionale. Noi riteniamo che questa funzione sia valida oggi piu’ che mai”.

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27 Giugno 2019
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