Colombia, 100 giorni di pace con le Farc. A Cartagena il punto

Dalla due giorni di Cartagena è emersa la necessità di ulteriori norme necessarie per l'attuazione dell'accordo finale
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ROMA – Nella due giorni di lavoro congiunto a Cartagena tra il governo nazionale e le Farc-EP, sono stati valutati i primi 100 giorni di attuazione dell’accordo di pace identificando, nei punti del trattato, le difficoltà e le conseguenti decisioni per superarle. Lo ha reso noto la Presidenza della repubblica colombiana in un comunicato. Sotto l’aspetto legislativo, governo e Farc hanno deciso l’elaborazione di ulteriori norme necessarie per l’attuazione dell’accordo finale. In aprile il governo presenterà al Congresso un pacchetto di riforme costituzionali proposte e la creazione della commissione per l’Unità di ricerca e per la verità sulle persone scomparse.

Sul punto sicurezza, si è ribadito l’impegno effettivo di tutti i colombiani a non utilizzare più armi per fare attività politica. Entro i prossimi giorni le Farc consegneranno l’elenco di tutti gli uomini e le donne della milizia per accelerare il loro accreditamento e il loro reintegramento nella società civile. Infine, come parte dell’impegno per accelerare questo processo, continua la consegna dell’arsenale da parte degli ex guerriglieri. Alcuni di questi elementi poi inizieranno la formazione per entrare nell’Unità nazionale di protezione che si occuperà di sminamento umanitario e della sostituzione volontaria delle colture illecite. Sia il governo colombiano che le Farc – è stato detto – continueranno a lavorare per rispettare “gli impegni stabiliti nell’accordo finale”, che porteranno a costruire una pace “stabile e duratura, a beneficio della Colombia”.

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