‘Suburra 3’ tra crimine e fratellanza: l’epilogo è sorprendente

La stagione più bella di Suburra che non dà allo spettatore il tempo di annoiarsi. In arrivo su Netflix dal 30 ottobre
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Sei episodi conclusivi in cui donne indipendenti al potere, in questa ultima stagione piu’ che mai, nuove e inaspettate alleanze, morti sconvolgenti, famiglie spezzate e un Giubileo da cui ricavare denaro. E ancora, Aureliano e Spadino alla conquista di Roma, legami che vanno oltre quelli di sangue, rivelazioni intime, il ‘lato oscuro’ del sindaco Amedeo Cinaglia e la ricerca di un re che possa occupare il trono della Capitale.

Tutti questi elementi si mescolano dando vita alla stagione piu’ bella di Suburra, presentata oggi in streaming, che non da’ allo spettatore il tempo di annoiarsi. Senza dimenticare l’eccellente colonna sonora curata da Piotta, che sa ben raccontare le vicissitudini dei personaggi (come ha gia’ dimostrano in ‘Suburra 1′), un ritmo incalzante della narrazione e alcune scene mozzafiato, che resteranno nella storia della serialita’ italiana.

Questa e’ la terza stagione di Suburra, in arrivo su Netflix dal 30 ottobre e nei 190 Paesi in cui il servizio e’ attivo.

“Questa esperienza ti lascia delle cose e si porta via delle altre. Si porta via quello che si puo’ toccare come i costumi, le macchine di scena, i posti che hai conosciuto molto bene in questi anni, e che sono diventati parte della tua vita, pero’ ti lascia la cosa piu’ bella di questo lavoro, ovvero i legami (come quello con Giacomo Ferrara, ndr), che hanno forgiato la mia vita professionale e privata”, ha detto Alessandro Borghi, interprete di Aureliano, durante la conferenza”. 

Parole condivise anche da Ferrara, interprete di Spadino: “Sono i rapporti umani che ti rimangono, non solo quelli con il cast artistico ma anche con tutti i tecnici che sono dietro la macchina da presa e che ci hanno seguito nel corso delle tre stagioni”, ha detto l’attore, che ha concluso: “mi rimarra’ anche Spadino, abbiamo camminato insieme per sei anni, dal film ‘Suburra’ fino alle tre stagioni. Questa serie rimarra’ un pezzo di cuore”.

Lanciata nel 2017 e concepita sin dal principio per raccontare la profana trinita’ – Chiesa, Stato, Crimine – nell’arco di tre stagioni, la prima serie originale italiana Netflix giunge ora al suo atto finale. Se la prima stagione ruotava attorno al Vaticano e all’acquisizione dei terreni di Ostia per la costruzione di un porto e la seconda stagione era incentrata sulla competizione per il potere politico sulla citta’ con l’elezione di un nuovo sindaco, l’epilogo ha come unico palcoscenico le strade di Roma.

Un finale che ribalta completamente il destino di Aureliano e Spadino, mostrato dall’omonimo film del 2015 di Stefano Sollima.

“Dal momento in cui Netflix ci ha chiamato per l’adattamento, l’idea era quella di spostarsi a 180 gradi dall’anima del film”, ha raccontato Gina Gardini di Cattleya. “Anche perche’ la pellicola e’ stata sviluppata in una maniera molto precisa: gli eventi erano in primissimo piano e tutti i personaggi erano al servizio di questa cadenza molto cupa. Qui – ha continuato – abbiamo ribaltato tutto, il nostro intento e’ stato quello di raccontare come i nostri personaggi portavano avanti e creavano gli eventi. Era previsto fin dall’inizio il fatto di non creare troppi elementi comuni tra film e la serie. Abbiamo mantenuto il grande tema, Chiesta, Stato e Crimine, e avevamo gia’ previsto un arco di tre stagioni che raccontassero i tre mondi”. 

‘Suburra’ scrive la parole ‘fine’, almeno per ora, mostrando la trasformazione dei suoi personaggi maschili e, soprattutto, femminili. Il sindaco Amedeo Cinaglia, interpretato da Filippi Nigro, mostra il suo lato oscuro. Questo personaggio non nasce cattivo, ma lo diventa nel corso delle tre stagioni: la sua frustrazione nata dall’indifferenza degli uomini potenti nei suoi confronti lo porta a commettere gesti ripugnanti. Poi ci sono Aureliano e Spadino sono giovani e con la pistola sempre a portata di mano. Vogliono conquistare il trono della Citta’ Eterna che, come recita un episodio, ‘non si conquista con le carte e con le armi ma con il potere’.

“Il mio personaggio e quello di Spadino all’inizio di questa avventura erano alle prese con la ricerca di un posto nel mondo e in comune avevano il conflitto con la famiglia e il non sapere come adoperare il loro tempo e la loro mente. Nel corso delle stagioni trovano il potere e devono imparare a gestirlo. A tutti gli effetti e’ stato un excursus emotivo, che ha seguito di pari passo la mia crescita professionale”, ha detto Borghi. I due protagonisti, pero’, mostrano qualcosa che va oltre il crimine e il potere: la fratellanza, in questa terza stagione piu’ che mai, che non e’ solo una questione di sangue e che si e’ dimostrata essere la salvezza per la coppia, ormai amatissima dal pubblico.

“La prima volta che ho conosciuto Alessandro e’ stato al provino per ‘Suburra’ il film. Abbiamo avuto subito un’alchimia e questa cosa si e’ confermata sia nella pellicola sia nella serie.
Abbiamo creato due personaggi che si vogliono veramente bene, come nella vita”, ha detto Ferrara. 

Ultime ma non ultime, ci sono le due donne, forti e fragili, di ‘Suburra’. Angelica, interpretata da Carlotta Antonelli, e Nadia, interpretata da Federica Sabatini. La prima fa coppia con Spadino dalla prima stagione, la seconda con Aureliano, dalla seconda. In ‘Suburra 3′ affermano la loro identita’, non in quanto compagne dei due protagonisti ma in quanto due giovani donne che fanno sentire la loro presenza in un mondo governato dagli uomini. Come nel caso dei personaggi di Borghi e Ferrara, anche tra Nadia e Angelica nasce un rapporto di sorellanza, che si rivela la cura al dolore.
“E’ stato bellissimo iniziare con un personaggio che e’ entrato a gamba tesa nella storia, ed e’ stato interessante scoprire una cultura (quella dei sinti, ndr) che non conoscevo. Ho iniziato questo percorso essendo la moglie di Spadino e l’ho concluso essendo Angelica”, ha raccontato Antonelli. Per Sabatini, Angelica e Nadia, “sono due personaggi che sono partiti agli antipodi ma poi si faranno valere”.

 Prima produzione italiana Netflix, ‘Suburra’ e’ il crime thriller italiano originale prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – in associazione con Bartlebyfilm.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

26 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»