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La divinazione in Mesopotamia, convegno all’Unicusano

ell’aula magna dell’Università degli studi Niccolò Cusano di Roma due giornate intitolate ‘Divination and medicine in ancient Mesopotamia: a journey among the stars’
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ROMA  – Nell’aula magna dell’Università degli studi Niccolò Cusano di Roma due giornate intitolate ‘Divination and medicine in ancient Mesopotamia: a journey among the stars’, convegno organizzato dal ricercatore di Astrofisica alla facoltà di Ingegneria, Pietro Oliva, e dall’assiriologa assegnista di ricerca dell’Università degli studi di Verona, Silvia Salin.

Una conferenza interdisciplinare sul legame tra divinazione e medicina dell’antica Mesopotamia e astronomia, a cui partecipano relatori di diversi atenei, anche esteri. L’attenzione di Costantino Sigismondi dell’Icra/Sapienza, Francesco Giannini di Femi srl ed Elisabetta Giannini dell’università ‘D’Annunzio’ di Chieti-Pescara si è concentrata sul passaggio dal ‘mythos’ al ‘logos’, cioè dalla credenza di epoca sumera che i corpi celesti, le stelle e i pianeti potessero avere un’influenza sulla salute degli uomini, dall’insorgenza delle malattie alle cure, a come questa credenza è stata rielaborata nella cultura cattolica, con un focus sugli allineamenti astronomici della basilica papale di Santa Maria Maggiore a Roma. Per arrivare, poi, a tempi più recenti, quando gli scienziati moderni hanno tentato di rompere questa catena di credenze, per giungere alla vera e propria osservazione astronomica che noi tutti conosciamo.


“Questo convegno vuole inaugurare una serie di videoconferenze sull’interdisciplinarietà- spiega all’agenzia di stampa Dire Oliva-. È una cosa che in Italia non si fa molto spesso. E’ raro trovare conferenze, workshop o seminari interdisciplinari così spinti, che connettano la scienza moderna, con la filologia e l’archeologia. E’ quello che vogliamo fare oggi e con una serie di appuntamenti, di cui però ancora non abbiamo fissato le date, anche se posso dire- conclude- che la prossima volta andremo nell’America precolombiana, facendo la stessa cosa, legando cioè le conoscenze moderne con le mitologie precolombiane”.

La due giorni vede in cattedra anche Silvia Salin, Francesca Minen dell’università ‘Ca’ Foscari’ di Venezia, Zackary Wainer dell’Hebrew University of Jerusalem e Krzysztof Ulanowski dell’University of Gdansk, che si concentreranno sull’influenza delle stelle nell’antica Mesopotamia, a partire dalla connessione tra l’astronomia e la dermatologia nelle fonti cuneiformi mesopotamiche e dai rituali indirizzati al dio del sole Samas, utilizzati per allontanare l’incubo delle malattie.

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