Libia, l’Europa a Tripoli: “Sosteniamo il governo, via i mercenari”

In Libia ha giurato da poco il nuovo governo di unità nazionale che dovrà portare il paese alle elezioni previste per il prossimo 24 dicembre
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Di Brando Ricci

ROMA – Pieno supporto al nuovo governo libico ad interim, ma anche l’urgenza che i mercenari stranieri lascino subito il Paese, in modo tale che questo possa “affermare la sua sovranità”: a esprimerli sono stati i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Italia nel corso di un incontro con il primo ministro Abdul-Hamid Dbeibah, ieri nella capitale Tripoli.

I ministri degli Esteri dei tre Paesi dell’Unione Europea, Luigi di Maio per l’Italia, Heiko Maas per la Germania e Jean-Yves Le Drian per la Francia, sono giunti a Tripoli ieri e hanno incontrato prima il loro omologo di Tripoli, Najla Al-Mangoush, Nel corso della riunione il capo della diplomazia libica ha ribadito “la necessità della partenza di tutti i mercenari dalla Libia e subito”. Una posizione rilanciata dai tre dirigenti europei, come sottolineato da Le Drian, che ha affermato che la partenza dei militari privati stranieri “è necessaria affinché lo Stato libico possa affermare la propria sovranità”.

Gli appelli europei seguono di un giorno quelli delle Nazioni Unite. Ieri l’inviato speciale in Libia dell’Onu, Jan Kubis, ha sottolineato al Consiglio di sicurezza che, sebbene il cessate-il-fuoco permanente siglato lo scorso ottobre continui a reggere, i mercenari non hanno ancora lasciato il Paese. “Il loro ritiro dalla Libia contribuirà a ricostituire l’unità e la sovranità del Paese e a sanare le profonde ferite causate da molti anni di conflitti interni, conflitti attivi e interferenze straniere”, ha aggiunto Kubis.

Il nuovo esecutivo ha giurato il 15 marzo a Tobruk, ormai ex capitale di uno dei due esecutivi rivali che si dividevano il controllo del Paese, e avrà il compito di guidare la Libia fino alle elezioni generali previste per il 24 dicembre. Il governo è stato nominato a febbraio a Ginevra nell’ambito dei Libya dialogue political forum (Lpdf), strumento negoziale sotto l’egida delle Nazioni Unite istituito alla conferenza di Berlino del gennaio 2020.

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