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Mattarella: “Speranza e fiducia per la ripartenza, ma abbiamo un debito verso i giovani”

Il presidente della Repubblica a Cremona per l'inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
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ROMA – “Il tempo della ripartenza è cominciato e va vissuto con lo spirito di speranza e di fiducia nel futuro manifestato, ieri su queste pagine, da ragazzi e bambini delle scuole, che ringrazio con affetto”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al giornale ‘La Provincia’ in occasione della sua visita ufficiale a Cremona per partecipare all’inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Abbiamo attraversato mesi molto impegnativi – sottolinea il capo dello Stato nel messaggio ai cremonesi – La lotta alla pandemia ha chiesto a tutti sacrifici e rinunce. Cremona ne è stata testimone, essendosi trovata in una delle frontiere più esposte. Tante persone hanno perso la vita. Non le dimenticheremo. Oggi siamo chiamati a una sfida importante, che orienterà il futuro del nostro Paese. Dovremo realizzare un nuovo equilibrio, migliorando la sostenibilità sociale, ambientale, economica del nostro modello di vita. Un’impresa che coinvolge tutti: istituzioni, corpi sociali, singole persone. Un’impresa non solo nazionale, ma europea, perché la dimensione della sfida è planetaria e riguarda il destino dell’intera umanità“. Rivolgendosi ai cittadini della città lombarda Mattarella osserva: “Cremona è una città ricca di storia e la sua comunità, anche grazie alle forti radici, dispone delle energie, delle qualità, della cultura per guardare avanti, progettare il proprio futuro e contribuire così alla crescita del Paese”.

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UNA LAPIDE IN PIAZZA DUOMO PER LE VITTIME DELLA PANDEMIA

Arrivato all’ex Monastero di Santa Monica a Cremona per visitare il nuovo campus dell’Università Cattolica, il presidente della Repubblica è stato accolto con un applauso nel chiostro della sede cremonese dal Rettore Franco Anelli, dal presidente della Regione Attilio Fontana e dal sindaco di Cremona Gianluca Galimberti. Presenti anche il vescovo emerito mons. Dante Lafranconi e il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Dal 2020 l’Università Cattolica svolge l’attività accademica a Cremona presso l’ex Monastero di Santa Monica. Il polo universitario, sede delle facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, ed Economia e Giurisprudenza, nasce come hub dell’innovazione e ospita aule, laboratori, ma anche tutti i servizi necessari allo studente durante la sua permanenza nel campus. La cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria si è aperta con l’inno di Mameli suonato da Lena Yokoyama, violinista del Museo del violino. Prima di recarsi nella sede dell’Ateneo il capo dello Stato ha scoperto una lapide in piazza del Duomo a ricordo delle vittime della pandemia di Covid-19.

“TUTTI COOPERINO ALLA RIPRESA, BENE COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO”

“Particolarmente in questo momento, in questa contigenza, la collaborazione tra tutte le realtà del Paese è indispensabile per definire nel modo migliore, per attuare sollecitamente e con efficienza i programmi che conseguono dal Next generation dell’Unione europea. La loro realizzazione tempestiva, veloce, efficace ha bisogno del concorso di tutte le energie del Paese”. Così il capo dello Stato Sergio Mattarella nel corso dell’inaugurazione. Mattarella sottolinea che il recupero dell’ex monastero a fini universitari “è frutto di una collaborazione tra pubblico e privato, una condizione preziosa anche in via generale, non soltanto in questa circostanza”. E aggiunge: “La collaborazione qui realizzata è un esempio, ma questa esigenza deve essere avvertita per ogni problema che riguarda in questo momento di ripresa il nostro Paese”.

“ABBIAMO UN DEBITO NEI CONFRONTI DELLE GENERAZIONI FUTURE”

Per il presidente della Repubblica è fondamentale “l’esigenza di pensare nel nostro Paese ai giovani per consegnare loro, al di là delle convenienze del momento, un futuro adeguato che garantisca il futuro dell’Italia”. Dobbiamo avere, sottolinea Mattarella, “la consapevolezza del debito che si ha nei confronti delle future generazioni. È un debito nei confronti dei giovani da parte di qualunque Paese e del nostro particolarmente, e non è soltanto il debito finanziario, che nasce dal debito pubblico del nostro Paese, è un debito che si esprime nel riconoscimento del ruolo dei giovani, nel disegnare con puntualità e in maniera adeguata un futuro. Questa è l’occasione con i programmi che sono in corso di definizione e poi di attuazione (con il Next generation Eu, ndr) per disegnare in maniera adeguata il futuro del nostro Paese da consegnare ai giovani rifuggendo dalla tentazione, dalla tendenza che sovente si avverte, di farsi rinchiudere, o imprigionare addirittura, nella considerazione esclusiva e quindi effimera del momento presente, una considerazione esclusiva ed effimera che ignora il passato e la storia e trascura il futuro. Qui, in questo luogo universitario, destinato ai giovani e quindi al futuro, è un richiamo che questa circostanza consente di fare con determinazione”.

L’IMPORTANZA DELLA RICERCA SCIENTIFICA E DEL RISPETTO DELL’AMBIENTE

“L’azione decisiva in questo frangente – prosegue Mattarella – è la qualità, elemento che attiene e si riverbera in tutti i versanti della nostra vita, da quello economico dei mercati a quello della vita sociale. Questa facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali – sottolinea il capo dello Stato – lo avverte certamente più di ogni altra realtà con forza: quella di dedicarsi con grande attenzione e di incentivare con la massima solerzia la ricerca scientifica. Il rispetto per la scienza, cui ci ha richiamato con forza la pandemia e la necessità di contrastarla, sono un elemento indispensabile da preservare non soltanto quando vi sono emergenze drammatiche ma costantemente nella vita del nostro Paese. È quello che in questa Facoltà è avvertito: l’esigenza e l’obiettivo di fornire alimenti a tutti, fornire a tutti alimentazione senza impoverire la Terra, senza derubarla per trasmetterla in buona salute alle future generazioni. Questa è una condizione che qui viene avvertita con forza e che va rammentata con grande determinazione”.

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