Egitto, dopo le proteste torna la repressione: almeno 516 arresti, restrizioni a internet e social network

A New York per il summit dell'Onu, nel frattempo, Al-Sisi ha incassato il sostegno di Donald Trump
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ROMA – In Egitto oltre 500 persone sono state arrestate da venerdì, dopo che centinaia di manifestanti si erano riuniti nella storica piazza Tahrir e in altre città per protestare contro il presidente Abdel Fattah Al-Sisi. Il Centro egiziano per i diritti economici e sociali (Ecesr) ha pubblicato ieri una lista con i nomi degli arrestati, tra cui l’avvocato per i diritti umani Mahienour El-Massry.

I detenuti in relazione alle proteste degli ultimi giorni sarebbero anche di più, 650, secondo il sito ‘Arabi21’.

In queste ore, il sito ‘Netblocks’, che monitora le libertà e i diritti digitali, ha denunciato la restrizione dell’accesso a siti come Facebook Messenger, Twitter e Bbc News.

Le manifestazioni degli ultimi giorni erano state indette in seguito alla pubblicazione in rete di alcuni video in cui Mohamed Ali, imprenditore egiziano in esilio volontario in Spagna, incitava alla protesta,accusando il governo di corruzione. I filmati erano diventati virali, così come hashtag e post contro Al-Sisi.

A New York per il summit dell’Onu, nel frattempo, Al-Sisi ha incassato il sostegno di Donald Trump. “Tutti hanno delle manifestazioni, non mi interessa” ha detto il presidente degli Stati Uniti: “L’Egitto ha un grande leader”.

Nuovi appelli a manifestare sono stati lanciati per venerdì prossimo.

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24 Settembre 2019
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