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Una Silicon Valley ‘made in Sicilia’: ecco Datafactor

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Franco Celletti, amministratore delegato di Topnetwork Spa, spiega all'agenzia Dire l'avvio del progetto supportato della Regione Siciliana, del Ministero dello Sviluppo economico e finanziato con 21 milioni di euro
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ROMA –  “Si chiama Datafactor, è un polo di eccellenza per l’Italia nato ad Agrigento”. Così Franco Celletti, amministratore delegato di Topnetwork Spa, azienda di servizi e soluzioni ad alta innovazione tecnologica, spiega all’agenzia DIRE l’avvio di un progetto che ha il supporto della Regione Siciliana, del Ministero dello Sviluppo economico e il finanziamento di 21 milioni di euro per creare una Silicon Valley ‘made in Sicilia‘. Il progetto, che sarà presentato il 25 giugno ad Agrigento, contribuirà a dare 100 posti di lavoro e ha l’ambizione di riportare sull’isola i siciliani andati via dalla loro terra per cercare un impiego.

Datafactor “in realtà è già partito – sottolinea Celletti- domani c’è l’avvio ufficiale del progetto che avverrà in contemporanea con la presentazione di un libro. Abbiamo provato a raccontare quel che è l’intelligenza artificiale applicata al territorio, in questo caso la Sicilia, per coinvolgere i giovani su queste tematiche. Ministero, Regione e Comune hanno creduto in noi, domani quindi parte qualcosa che fondamentalmente era già partito”. Secondo Celletti l’obiettivo è “offrire servizi di alta tecnologia alle PA, alle imprese e fare della Sicilia un punto di riferimento nazionale”. L’esperienza per il momento “partirà dalle Pubbliche amministrazioni, in campo sanitario e agroalimentare ma non solo”. 

CELLETTI (TOPNETWORK): “ECCO L’ADDESTRATORE DI ROBOT

Si chiama ‘L’addestratore di robot‘ il libro scritto da Giuseppe Bordi per accompagnare, dopo lo stop pandemia, il via ufficiale di Datafactor. Ne ha parlato Franco Celletti, amministratore delegato di Topnetwork Spa, intervistato dall’agenzia DIRE. Nel libro ci sono alcune parti in dialetto siciliano ed è dedicato a quei giovani indecisi su cosa fare da grandi. “Nel racconto c’è poco di inventato, c’è scritto davvero quello che si può realizzare con l’intelligenza artificiale”, spiega Celletti. Ecco dunque che la storia ruota attorno ad un informatico e ad un contadino, rappresentanti di due mondi all’apparenza lontani ma che riescono però a trovare una sintesi grazie all’intelligenza artificiale. “Abbiamo creato un mondo facilmente replicabile“, ribadisce Celletti che sottolinea come parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza. L’intelligenza artificiale, conclude l’amministratore delegato di Topnetwork, “può essere utilizzata ad altissimi livelli e per cose semplicissime, non necessariamente deve essere rivolta a PA, aziende o multinazionali”.

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