Premio di lista, l’inversione di marcia di Silvio Berlusconi

di Angelo Di Silvio per www.dire.it 'Solo gli imbecilli non hanno dubbi. Ne sei sicuro? Non ho
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di Angelo Di Silvio per www.dire.it

‘Solo gli imbecilli non hanno dubbi. Ne sei sicuro? Non ho alcun dubbio’. Così, ormai decenni fa, Luciano De Crescenzo ironizzava con la sua nota sottigliezza sulla possibilità di cambiare opinione, ipotesi tutt’altro che remota per gli esseri umani. Anche per quelli impegnati in politica. Anche per i big. Come Silvio Berlusconi.

L’ex Cavaliere infatti, nel giro di un paio di anni, ha cambiato più volte il suo punto di vista sulla legge elettorale, buttando a mare il cosiddetto ‘premio alla lista’ perché “pessimo” (frase peraltro smentita da Fi) salvo poi ripescarlo trasformandolo in strumento “decisivo verso il bipolarismo”.

Più d’uno in tra Camera e Senato, ha cercato di indagare per capire, ha domandato per scoprire che cosa bolle nella pentola di Arcore. Ieri poi, il colpo mortale di Fi al Mattarellum. “Berlusconi ha negli occhi l’immagine di Mattarella che prova a dare l’incarico a Grillo. Ma anche quella di Grillo che come la Le Pen non riesce a formare il governo”, la butta lì un senatore azzurro, che può vantare un buon filo diretto con l’ex premier. A seguire questo ragionamento ecco che si spiega la nuova conversione ad U. Rappresentare gli azzurri al tavolo delle trattative di un governo di larghe intese con il Pd di Renzi (magari con Gentiloni ancora premier) e con i centristi di Alfano e Casini.

L’ex Cavaliere non si nasconde le difficoltà di condurre una nuova campagna elettorale. Sarebbe l’ennesima, ma al solo al pensiero Berlusconi si sente ringiovanito. Ma per battere chi? Innanzitutto i grillini, visti come i nuovi Lanzichenecchi, e riaffermare una volta per tutte che il vero faro del campo moderato è ancora lui. Con buona pace di Matteo Salvini (che ammette di non avere in agenda un incontro a breve) e Giorgia Meloni, la cui forza continua a far testare con sondaggi riservati.

Ecco spiegato perché il voto di lista e non di coalizione torna a essere la migliore soluzione anche per Silvio Berlusconi. Nulla a che vedere con il patto del Nazareno, ma anche’egli è convinto come Matteo Renzi che tentare di arrivare al 40% sia l’unico modo di non subire il ricatto dei ‘piccoli’. Berlusconi è consapevole che l’impresa più che ardua è impossibile ma farà di tutto per sbarrare la strada a Grillo: tra la proposta di Franceschini di premiare la coalizione e quella di puntare sulla lista, non c’è il minimo dubbio.

I maligni sussurrano che si tratti di un favore anche a Renzi. Sull’affermazione alle primarie dell’ex segretario Pd Berlusconi non ha dubbi, anche se è convinto che Orlando porterà a casa un buon risultato. Di Emiliano apprezza la verve e una certa correttezza istituzionale (quando l’uno era premier e l’altro sindaco di Bari intrattenevano buoni rapporti), ma non lo quota più di tanto. A Berlusconi piacciono i vincenti e i decisionisti.

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