Comunque andrà in Emilia-Romagna da lunedì 27 gennaio tutti balleranno

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il 27 gennaio, andando a vedere i trascorsi storici, è giorno pieno di significati, per la destra, la sinistra e pure per la terza via che ha in testa Luigi Di Maio, ex Capo politico del M5S. 

Nel 98 d.C Marco Ulpio Traiano diventa Imperatore romano. Tra i più grandi e amati generali, la sua famiglia era originaria di Todi, in Umbria. Una figura che ben si sposa con il leader della Lega, Matteo Salvini, vero guerriero da battaglie elettorali, che pochi mesi fa espugnò l’Umbria ‘rossa’ e che domenica tenta il bis in Emilia-Romagna, roccaforte del Pd. 

Ma il 27 gennaio è famoso anche perché nel 1944 dopo 29 mesi viene rotto l’assedio di Leningrado, passo importante per la sconfitta definitiva del Terzo Reich e il 27 gennaio del 1945 il campo di sterminio di Auschwitz viene liberato dall’Armata rossa. Oggi questa data è la ‘Giornata della memoria’

Da lunedì sarà tutta un’altra storia: se il leader della Lega sfonderà in Emilia-Romagna la valanga politica che si metterà in moto inevitabilmente travolgerà il Governo Conte 2, con il rischio di travolgerlo; se l’armata leghista verrà respinta, allora i Dem e il M5S avranno tempo per rafforzarsi, e ben sperare di battere di nuovo Salvini, in vista delle battaglie elettorali della prossima primavera. 

Una vittoria leghista, di fatto, potrebbe giovare all’ex Capo politico del M5S, che mollando la carica a tre giorni dalla probabile sconfitta elettorale del Movimento, spera «che si arrivi ad una situazione così caotica- spiega un alto esponente pentastellato – che alla fine tutti torneranno a reclamarlo come l’unico Salvatore». 

Da lunedì si giocherà così la partita che porterà a costruire una vera alleanza tra Pd e M5S oppure, in caso di vittoria dell’ala Di Maio, a rimettere tutto in discussione e avere le mani libere per allearsi di nuovo anche con la Lega. In pochi, nel Movimento, pensano che Di Maio si sia fatto da parte. 

«Agli Stati Generali di marzo cercherà in tutti i modi di riprendersi il Movimento- continua il ‘grillino’- mentre c’è un ampio fronte riformista che cercherà di batterlo proprio per rafforzare e proseguire nella nostra esperienza di Governo». 

Un interrogativo: se Di Maio verrà sconfitto a marzo resterà nel M5S? «È la domanda delle domande- replica la fonte del M5S- è chiaro che cercherà in tutti i modi di stringere un’alleanza con Di Battista, se ci riuscirà è facile che si arrivi alla scissione».

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

24 Gennaio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»