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L’Ue avverte: “Chi ostacolerà le elezioni in Libia rischia sanzioni”

Il Consiglio europeo alla vigilia della Conferenza di Berlino
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ROMA – In vista della seconda Conferenza internazionale sulla Libia che si terrà a Berlino domani, il Consiglio europeo ha avvertito che chiunque cercherà di ostacolare o far slittare le elezioni generali del 24 dicembre sarà soggetto a sanzioni. Il vertice – a cui parteciperanno solo i ministri degli Esteri dei Paesi coinvolti – è stato organizzato dalle Nazioni Unite e dalla Germania. L’obiettivo è porre le basi per organizzare le nuove elezioni dopo l’implementazione di una tregua e la creazione di un governo di accordo nazionale a Tripoli che punta a ricomporre lo scontro politico dopo la fine del regime di Muammar Gheddafi e la guerra civile scoppiata nel 2011.

Il vertice di domani si propone anche di stabilire una road map per l’uscita delle forze militari straniere dal Paese nordafricano, a partire da quelle di Turchia e Russia. Tra i partecipanti, ci sarà per la prima volta un rappresentante della nuova amministrazione americana guidata dal presidente Joe Biden, il segretario di Stato Antony Blinken. Dopo questo “Berlino bis”, vale a dire il secondo meeting nella capitale tedesca dopo quello del gennaio 2020, le Nazioni Unite hanno programmato un nuovo incontro a Ginevra con il Forum di dialogo politico libico, che servirà a gettare le basi pratiche per l’organizzazione del voto. Un altro segnale di “buona volontà” nel panorama libico viene dall’annuncio della riapertura dell’autostrada costiera che collega le regioni orientali a quelle occidentali. Questa arteria, fondamentale per i traffici nel Paese, era stata chiusa nel 2019 dopo che l’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, aveva sferrato un’offensiva contro Tripoli per prendere il controllo di quella regione e dei giacimenti e delle infrastrutture del petrolio del nord-ovest

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