Scuola, i sindacati contro il concorso: “Alcune sedi d’esame già zona rossa”

Le prove del concorso straordinario prenderanno il via da giovedì 22 ottobre per concludersi nella metà del mese di novembre. I posti a bando sono 32mila
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Non è possibile pensare che 66mila persone possano affrontare un concorso con situazioni di epidemia così vaste. La preoccupazione c’è, ma siamo pronti a trovare soluzioni”. Elvira Serafini, segretario Generale SNALS-Confsal, manifesta lo scetticismo dei sindacati per il concorso straordinario indetto a partire da domani in tutta Italia. Ma, come annunciato anche da Pino Turi (Uil Scuola) durante la conferenza stampa dei sindacati di questo pomeriggio, alcuni comuni sede di esame sono già zona rossa. Come Arzano, in provincia di Napoli, dal quale è diventato impossibile spostarsi a causa del numero crescente di contagi. E lì, nel comune campano, il liceo ‘Giordano Bruno’ avrebbe dovuto ospitare una parte dei concorsisti. 

Ma il problema non è solo rappresentato dalle sedi di esame, perché non sappiamo da dove partono i candidati. Se vivono in province considerate zona rossa come faranno a muoversi? E come si comporteranno i candidati costretti alla quarantena?- si chiede Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola- in realtà un precedente già c’è stato, nel 2017, per il concorso da dirigente scolastico. Un allarme meteorologico annullò le prove in Sardegna, ma furono subito indetti gli esami suppletivi. Speriamo che avvenga lo stesso, ci aspettiamo buonsenso. Siamo ancora in tempo per intervenire”. 

Anche per Francesco Sinopoli (FLC CGIL scuola) il concorso “non si sarebbe dovuto tenere in queste condizioni. Siamo in una situazione di sgoverno da parte della scuola- ha detto durante la conferenza stampa- In queste condizioni il concorso è pericoloso per la salute delle persone. Anche perché il concorso durerà un mese, e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente“. Per Pino Turi, inoltre, si tratta di un concorso “inutile”, perché “quegli stessi docenti si ritroverebbero comunque ad insegnare a causa della mancanza di professori di ruolo. Cambierà soltanto la loro situazione giuridica”, precisa il segretario. 

Le prove del concorso straordinario prenderanno il via da giovedì 22 ottobre per concludersi nella metà del mese di novembre. I posti a bando sono 32mila.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

21 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»