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VIDEO | Maturità, caso Bianchi: “Un errore la traccia su di me, non mettere in mezzo i ragazzi”

"Siamo stati noi a ripristinare gli scritti", critiche anche dal Pd

Pubblicato:21-06-2023 12:55
Ultimo aggiornamento:21-06-2023 17:09

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di Chiara Adinolfi e Nicoletta di Placido

ROMA –  La prima prova di maturità è ancora in corso, e già scoppia la polemica. Ad essere contestata è la prima traccia della tipologia C (Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità). Si tratta di una lettera aperta inviata nel dicembre del 2021 all’allora ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sugli esami di maturità. Nella lettera, firmata da circa trenta accademici e docenti tra cui Gustavo Zagrebelsky, Carlo Cottarelli, Alessandro Barbero, Donatella Di Cesare e Elsa Fornero, i docenti invitavano l’ex ministro a introdurre le prove scritte per l’esame di Stato del 2022, e riflettevano sul valore della maturità come “porta di ingresso nell’età adulta”. Ma la scelta di far commentare ai maturandi del 2023 una lettera riferita alla maturità del 2022 non è piaciuta a molti. In primis all’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha commentato: “Considero inaudito e offensivo nei miei confronti e anche nei confronti dei ragazzi la traccia sulla lettera a me indirizzata. È totalmente fuori luogo”. 

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“Credo che dal punto di vista educativo sia un errore chiedere ai ragazzi una riflessione su una cosa che è basata su delle opinioni, legittime, ma paure, che non si sono realizzate. E, dall’altra parte, se vi è una riflessione da fare sulla scuola si fa a viso aperto, fra pari e non mettendo in mezzo i ragazzi”, ha dichiarato alla Dire Bianchi. Alla domanda se aveva sentito il ministro ValditaraBianchi ha risposto “assolutamente no”. Lo sentirà, chiederà spiegazioni? “Non chiedo spiegazioni- ha puntualizzato- ho visto quello che è successo: un errore dal punto di vista educativo, tra l’altro su cose che non sono nel curriculum. Quindi sono proprio opinioni su opinioni non fondate. E quindi ognuno mantiene il proprio parere. Credo che sia stato uno scivolone che hanno fatto rispetto all’esame di Maturità”.   

Poi, la spiegazione di quanto accaduto: “Stamattina abbiamo appreso che fra le tracce della Maturità 2023 c’era una traccia che si riferiva a una lettera aperta che un gruppo di intellettuali nel dicembre del 2021 aveva inviato al ministro Bianchi per non ripetere la formula che venne usata nel ’21, cioè senza gli scritti, che diceva ‘Abbiamo letto che lei sarebbe orientato… ‘. Mi sembra un modo molto strano- così ancora l’ex ministro- perché nel ’21 abbiamo responsabilmente garantito a tutti i ragazzi in pieno Covid un esame, cosa che è stata ripetuta, per esempio, proprio adesso per i ragazzi dall’alluvione. Poi abbiamo riportato tutti i ragazzi a scuola e quindi per la Maturità del ’22 abbiamo fatto gli scritti”.

 VALDITARA: BIANCHI? NESSUN INTENTO DENIGRATORIO

“In merito alla traccia relativa alla lettera scritta a suo tempo da illustri accademici all’allora ministro Patrizio Bianchi, è cosa nota che il ministro Bianchi ha avuto il merito di aver reintrodotto gli scritti all’Esame di Stato. La lettera rappresenta uno spunto di cronaca per stimolare nei ragazzi una riflessione su che cosa rappresenti la Maturità e sulla sua impostazione, in particolare dopo l’esperienza del Covid. Nessun intento politico né tantomeno denigratorio”, ha replicato in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

LE CRITICHE DEL PD ALLA TRACCIA SU BIANCHI

Anche il mondo politico ha criticato la scelta del ministero dell’Istruzione. Anna Ascani, del Partito democratico, ha scritto su Twitter: “Rieccoci. Non sorprende, perché la destra ama strumentalizzare la scuola. Ma stavolta Valditara si è superato: una traccia della 1ª prova della maturità 2023 che chiede agli studenti di criticare il precedente ministro. Di maturità pare abbia bisogno più il governo che i ragazzi”.

Critiche anche da parte di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd, che ha detto: “Trovo molto grave la scelta di inserire tra i temi di attualità un commento ad una lettera aperta che alcuni esponenti del mondo accademico e culturale, nel 2021, scrissero all’allora ministro Bianchi per reintrodurre le prove scritte alla maturità, eliminate per il rischio contagio. Cercare di criticare in modo surrettizio la decisione difficile di un ministro durante uno dei momenti più complicati della storia del Paese offre un’immagine davvero poco virtuosa dell’attuale amministrazione. È un’idea della Politica come guerra. Un inedito che purtroppo non stupisce ma che non può passare sotto traccia- ha aggiunto- Dispiace che si voglia portare una questione dolorosa che, per colpa di certa politica, è stata strumentalizzata ed ideologizzata, all’interno di un momento così importante nella vita degli studenti. Una scelta ancora una volta divisiva e ideologica rivolta contro chi ha preceduto l’attuale ministro al dicastero di Viale Trastevere. Una decisione senza precedenti non in linea con le istituzioni, che non fa onore a chi l’ha compiuta e che coinvolge il momento più importante del percorso scolastico delle studentesse e degli studenti”.

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