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Sallusti e ‘lor signori’ che pensano ai quattrini e odiano i giovani

sallusti
L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Il collega ama il confronto dialettico e quindi mi scuserà se lo prendo ad esempio di quella categoria, sempre più di vecchi, che appena sentono odore di soldi in più in tasca scattano sull’attenti e si mettono subito a disposizione dei nuovi padroni. Se ci fate caso sono sempre più vecchi, in gran parte già ben posizionati e retribuiti, che non si accontentano mai e poi mai, vogliono sempre di più.

Guardate la furiosa reazione di fronte alla proposta del Segretario del Pd, Enrico Letta, di tassare di più le successioni a partire da un milione di euro in su (DA UN MILIONE IN SU, MEGLIO RIPETERLO ANCHE IN MAIUSCOLO) per creare un gruzzolo da mettere a disposizione dei giovani, quelli a cui la mia generazione ha cancellato il futuro riempendolo di debiti che loro dovranno pagare. A cominciare da Sallusti, in queste ultime ore saltato dalla poltrona di direttore del Giornale di Berlusconi a quella di Libero degli Angelucci, che ha accusato Letta di essere fuori dal mondo, un mezzo matto insomma.

Subito a seguire le prestigiose firme del Sole 24 Ore, il giornale di quella Confindustria che per non licenziare subito sta facendo incetta di contributi statali (e non bastano mai, guarda tu il caso). Anche per loro il solo pensare di far pagare qualcosa di più a chi dichiara da un milione in su è qualcosa che fa male solo a sentirlo, ed ecco che la proposta viene declassata a “si è preferito alzare la polvere…”.

Vero che proprio il premier Mario Draghi presentando le nuove misure contro la crisi ha speso buone parole a favore delle giovani generazioni (mutui, incentivi all’occupazione ecc.) ma al momento sono parole, e di parole i giovani in questi ultimi decenni ne hanno sentite troppe per fidarsi a scatola chiusa, anche se al Governo ora c’è Superman.

Da parte mia spero che la proposta di far pagare qualcosa in più ai milionari per aiutare i giovani resti in campo. Anzi, che possa mobilitare anche il sindacato italiano, troppe volte immobilizzato dai vecchi pensionati che rappresentano la maggioranza degli iscritti. Ma se non si ha il coraggio di aprirsi ai giovani, che sindacato sarà tra qualche anno?

Al fondo, dietro questi atteggiamenti secondo me c’è un non detto, che fa ancora più paura: odio. Non solo perché sono giovani, hanno la vita davanti. Ma perché sono più intelligenti e svegli delle passate generazioni e non si fanno ingabbiare dai nostri predicozzi. Allora bisogna criminalizzarli, renderli ridicoli. Ricordate Monti e la Fornero? Bamboccioni e ‘choosy’ li definivano. E poi anche i filosofoni alla Galimberti che se la prendono coi giovani che ‘non capiscono quello che leggono e che vogliono solo essere promossi se no ricorrono al Tar… E così la meritocrazia va a farsi benedire.’ La meritocrazia capito?

Non riescono a capire, poi ti trovi dei megaprofessoroni, che magari sono diventati pure ministri, che sicuramente capiscono tutto quello che leggono ma poi quando gli chiedi quanto costa un litro di latte non lo sanno. Qui sta un punto che va approfondito, che forse fa capire meglio in quale trappola questi ‘lor signori’ cercano di far cadere questi giovani. E non ci si interroga invece su quanto gli scienziati stanno studiando, sul fatto che ormai i nostri ragazzi, ma pure noi, ogni istante siamo bombardati da una quantità tali di informazioni che il nostro cervello ormai non riesce più ad elaborare compiutamente.

La conseguenza è la crescita della confusione, il crollo della capacità critica, che spinge poi a rinchiuderci nelle nostre reti amicali di auto-conferma. Ed ecco che ‘lor signori’, col ditino alzato, stanno lì a spingere i giovani a intraprendere percorsi scolastici redditizi, a sposare senza la minima critica il loro punto di vista. Invece i giovani capiscono quello che leggono, comprendono quello che sta accadendo e sanno bene che ‘regalino’ gli stiamo confezionando. Prima della pandemia, ricordate? Nelle piazze italiane sono scesi un milione e mezzo di ragazze e ragazzi, per la protesta internazionale Global Climate Strike.

Sono giovani che ben comprendono come l’attuale sistema socioeconomico stia portando il nostro pianeta alla rovina. Mostrano un loro modo alternativo di pensare, che non si allinea a quello di ‘lor signori’, si battono e vogliono cambiare in meglio la loro vita, il nostro mondo. Sono giovani che meritano fiducia e apertura, che hanno diritto ad essere felici anche se non rincorrono il merito ogni minuto.

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