A Carpi vandali rubano bus e li schiantano contro una scuola. Danni per 70.000 euro

I bus sono stati 'rubati' dal deposito di via Peruzzi, dove all'alba c'è stata un'intrusione
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BOLOGNA – Hanno rubato cinque bus di Arianna, il servizio di trasporto pubblico di Carpi, in provincia di Modena, e hanno pensato bene di usarne due come ‘arieticontro la recinzione e l’ingresso dell’Istituto tecnico commerciale ‘Meucci‘. Questa la conseguenza più grave dell’intrusione, avvenuta nelle prime ore del mattino, di alcune persone ancora ignote all’interno del deposito bus di via Peruzzi a Carpi. Degli altri tre mezzi, due sono stati vandalizzati e lasciati nel parcheggio del deposito, mentre l’ultimo è stato abbandonato in via Tre Ponti. Ora la scuola dovrà rimanere chiusa per i lavori di riparazione, e oggi il trasporto pubblico, pur garantito, subirà dei ritardi.

I danni, stando a una prima stima effettuata dai tecnici del servizio Edilizia della Provincia, ammonterebbero ad almeno 70.000 euro. Dai rilievi è emerso che sono stati distrutte le due vetrate dell’ingresso principale e anche i relativi infissi metallici, buona parte dei controsoffitti dell’atrio comprese plafoniere, sensori allarme incendio e colonnina con impianti elettrici; prima di entrare nell’atrio i vandali, a bordo dei due pulmini, hanno sfondato tutti i tre cancelli esterni (distruggendo anche la colonnina motore di uno dei cancelli) e danneggiato l’area verde.

Dalle Istituzioni e dal mondo sindacale arriva, ovviamente, una condanna unanime nei confronti dei responsabili. La deputata carpigiana del Partito democratico Manuela Ghizzoni, componente della commissione Istruzione della Camera, che questa mattina si è subito recata al ‘Meucci’ per esprimere alla preside la propria solidarietà, fa sapere di “aver già avvertito di quanto accaduto il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo, che si è dimostrato preoccupato per la dinamica degli eventi”, e di avere anche “sollecitato l’interessamento del ministero per non lasciare soli la Provincia e la scuola nell’intervento di ripristino”. L’esponente dem invita a “non derubricare a semplice bravata” l’atto di vandalismo verificatosi nella notte, le cui modalità, sostiene, “raccontano di un crescendo di auto-esaltazione degli autori del raid“, e auspica da un lato “che le Forze dell’ordine possano celermente individuare gli autori, affinché rispondano dei gravi danni arrecati al patrimonio pubblico“, e dall’altro “una reazione collettiva su quanto accaduto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Ghizzoni anche il sindaco Alberto Bellelli, e il consigliere regionale del Partito democratico, ed ex primo cittadino di Carpi, Enrico Campedelli, che in un post sulla sua pagina Facebook definisce “inquietante, inaudito e gravissimo” quanto accaduto, esprimendo la propria solidarietà “a Seta e Saca e all’Istituto ‘Meucci'”, e auspicando “che al più presto i responsabili vengano individuati e ne paghino le conseguenze”. Da parte sua, la preside Teresa De Vito esclude che ci sia qualche legame “tra il gravissimo atto vandalico commesso questa mattina al ‘Meucci’ e la vita quotidiana dell’Istituto“. Infatti, scrive in una nota, “in quest’anno scolastico non è accaduto nulla che potesse fare immaginare un’azione di questo genere”. Probabilmente, afferma, “la nostra scuola è stata scelta come bersaglio per la sua collocazione logistica accanto alla tangenziale, con vie di fuga più semplici rispetto ad altri obiettivi sensibili”. La dirigente assicura poi di essere “già al lavoro per cercare di riaprire la scuola il prima possibile“, aggiungendo che “nei prossimi giorni accoglieremo gli studenti da tutta la regione per la sessione regionale del Mep, la simulazione di una seduta del Parlamento europeo”, e che “continuiamo a lavorare sull’ampliamento delle struttura con nuove aule e laboratori“. Infine, anche la Filt-Cgil di Modena condanna l’atto vandalico, che non solo “danneggia la proprietà”, ma “crea un disagio ai lavoratori e ai cittadini”. Per questo il sindacato “esprime sconcerto per quanto accaduto, auspicando che le Forze dell’ordine facciano piena luce e trovino i responsabili”, e chiede “ad Amo, a Seta, e ai soggetti preposti di potenziare le misure di sicurezza e sorveglianza nell’area dell’autostazione e del deposito dei bus”.

di Andrea Mari, giornalista professionista

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