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Brazilian economy depends on vaccination and reforms to overcome crisis

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With the end of emergency aid, economic sectors can slow growth
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by Bianca Oliveira

The GDP preview, announced this week by the IBC-Br – Economic Activity Index of the Central Bank (Índice de Atividade Econômica do Banco Central) – , advanced 0.59% in November compared to October, registering the seventh consecutive month of growth. Accumulated in 2020, the index recorded a 4.63% decline in GDP, way below the estimates made at the beginning of the pandemic by international agencies, which predicted a loss of more than 9%.

Among the factors that held a drop so deep is the availability by the federal government of emergency aid, a social protection measure that allocated to almost 68 million Brazilians a value of R$ 600.00 for five months, plus three more installments of R$300.00. During the payment, which ends on January 27th, public spending was approximately R$ 294 billion.

In an interview to Dire News Agency, Juliana Inhasz, economist and professor at Insper, said that the emergency aid created a “mattress” that cushioned the fall in GDP, but points out that some indirect effects of this measure were fundamental to bring more balance.

Juliana-Inhasz

“The aid helped many people not to fail, to continue consuming and this generated a multiplicative effect. People supposed to be without income did not stay, including many people who had no income so far and started to have. This was able to guarantee an active consumer market, which prevented a great fall ”, explains Juliana.

The sectors that have benefited most from the economic program are: food and beverages, hygiene and personal care, construction and pharmaceutical products.

“These sectors will feel the pressure with the end of the emergency aid. Perhaps even less than others due to the essentiality of this type of consumption, but they will certainly feel it ”, comments the economist.

This consumer bubble created by the emergency aid started to lose strength in the beginning of 2021. For example, according to IBGE – Brazilian Institute of Geography and Statistics (Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística) -, the supermarket sector had a loss of 2.2%, impacting on retail performance in November and sparking concern about the economic recovery, since household consumption accounts for approximately 65% of GDP.

The extension of the direct cash transfer program is now the center of major political discussions. The economic and social program is the most expensive created in Brazil. The economic team of Minister Paulo Guedes does not rule out the possibility of extension, but says that this is one of the “last alternatives” to what they point out as “a wide menu of measures”.

The most popular proposals among economists and the private sector are the reforms promised by the federal government, such as the Administrative. Juliana Inhasz believes that, without assistance, a set of measures is needed to equalize spending, initiate sustainable growth and prevent social collapse.

“Instead of providing emergency aid and creating even greater indebtedness, the government could think of a reform agenda so that it can cut spending with a view to tax relief or tax incentives for industries to continue producing. Perhaps it is time for the government to share responsibility with the private sector, showing that this sector is also fundamental in the post-pandemic ”, she analyzes.

The economist also says that measures that guarantee the country’s production potential, combined with the control of the pandemic through vaccination, are fundamental for the attractiveness of foreign investment, which continues to have Brazil as an important market.

L’ECONOMISTA INHASZ: “I SUSSIDI SONO IN SCADENZA, BISOGNA FARE SQUADRA

di Bianca Oliveira

Le stime di crescita del Pil annunciate in settimana dall’Indice de Atividade Economica do Banco Central (Ibc-Br) hanno raggiunto lo 0,59 per cento a novembre rispetto a ottobre, confermando un settimo mese consecutivo di incremento. Guardando a tutto il 2020, il Pil si è contratto del 4,63 per cento, nonostante le previsioni elaborate all’inizio della pandemia dalle agenzie internazionali prevedessero una perdita di oltre il 9 per cento.

Tra i fattori determinanti ci sono gli aiuti di emergenza che il governo federale ha messo a disposizione per tutelare famiglie e imprese: hanno riguardato 68 milioni di brasiliani, con sussidi di 600 real (l’equivalente di 90 euro) al mese per cinque mesi più altre tre tranche da 300 real (circa 45 euro). Il programma, che in totale ha fatto lievitare la spesa pubblica di 294 miliardi di real (oltre 45 miliardi di euro), terminerà mercoledì prossimo.

In un’intervista con l’agenzia Dire, Juliana Inhasz, economista e docente dell’Institute of Education and Research (Insper), sottolinea che i fondi di emergenza hanno creato un “tappeto elastico” che ha attutito la caduta del Pil. Allo stesso tempo, l’esperta ha detto che sono stati proprio alcuni “effetti indiretti” di questa misure a determinare un maggiore equilibrio. “Gli aiuti economici- dice Inhasz- hanno aiutato molte persone a evitare la bancarotta e a continuare a consumare e questo ha generato un effetto moltiplicativo. Le persone che si supponeva fossero senza reddito ce l’hanno fatta. Questo ha garantito un mercato di consumo attivo, che ha evitato il peggio”.

I settori che hanno beneficiato maggiormente del programma economico sono quello alimentare, dell’igiene e della cura della persona, dell’edilizia e dei prodotti farmaceutici. “Questi settori subiranno però delle pressioni con la fine dei sussidi” prevede Inhasz. “Forse anche meno di altri dato che forniscono beni di consumo primari, ma sicuramente ne risentiranno”.

La bolla di consumo creata dagli aiuti di emergenza ha iniziato a perdere forza all’inizio del 2021. Ad esempio, secondo l’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica (Ibge), il settore dei supermercati ha registrato una perdita del 2,2 per cento. Ciò ha creato preoccupazione per la ripresa economica, dal momento che i consumi delle famiglie rappresentano circa il 65 per cento del Pil.

La proposta di prolungare il programma di aiuti è ora al centro del dibattito politico. Il piano economico e sociale implementato in questi mesi si è rivelato il più costoso mai creato in Brasile. Gli esperti economici del ministro Paulo Guedes non escludono la possibilità di una proroga, ma affermano che si tratta di “un’ultima opzione” a “un più ampio ventaglio di misure”.

Economisti e settore privato guardano piuttosto ad alcune riforme promesse dal governo federale, come quelle amministrative. Secondo Inhasz, senza assistenza sono necessarie una serie di misure per riequilibrare la spesa pubblica, avviare una crescita sostenibile e prevenire il collasso sociale. “Invece di fornire aiuti di emergenza e creare un indebitamento ancora maggiore- dice l’esperta di Insper- il governo potrebbe pensare a un programma di riforme che preveda sgravi o incentivi fiscali per le industrie affinché non interrompano la produzione. Forse è tempo che il governo condivida alcune responsabilità con il settore imprenditoriale, dimostrando che anche i privati sono attori fondamentali nel post-pandemia”.

Secondo Inhasz, sarebbero determinanti anche misure che garantiscano il potenziale produttivo del Paese, unite al controllo della pandemia attraverso la vaccinazione. La tesi dell’economista è che ciò assicurerebbe l’afflusso degli investimenti esteri, mantenendo agli occhi del mondo l’immagine del Brasile come mercato cruciale.

ECONOMIA BRASILEIRA DEPENDE DE VACINACAO E REFORMAS PARA SUPERAR CRISE

por Bianca Oliveira

A prévia do PIB anunciada nesta semana pelo IBC-Br (Índice de Atividade Econômica do Banco Central) avançou 0,59% em novembro em relação a outubro, registrando o sétimo mês seguido de crescimento. No acumulado de 2020, o índice registra retração de 4,63% do PIB, bastante inferior às estimativas feitas no início da pandemia por órgãos internacionais, que previa uma perda de mais de 9%.

Entre os fatores que seguraram uma queda tão profunda, está a disponibilização por parte do governo federal do auxílio emergencial, uma medida de proteção social que destinou a quase 68 milhões de brasileiros um valor de R$600,00 por cinco meses, acrescido de mais três parcelas de R$300,00. Durante o pagamento, que acaba no próximo dia 27, o gasto público foi de aproximadamente R$294 bilhões.

Em entrevista à Agência de Notícias Dire, a economista e professora do Insper, Juliana Inhasz, afirmou que o auxílio emergencial criou um “colchão” que amorteceu a queda do PIB, porém ressalta que alguns efeitos indiretos dessa medida foram fundamentais para trazer mais equilíbrio.

“O auxílio fez com que muita gente não falisse, que continuassem consumindo e isso gerou um efeito multiplicativo. As pessoas que iam ficar sem renda não ficaram, inclusive muita gente que não tinha renda passou a ter. Isso conseguiu garantir um mercado consumidor atuante e ativo, que evitou uma grande queda”, explica Juliana.

Os setores que mais se beneficiaram com o programa econômico estão: alimentos e bebidas, higiene e cuidados pessoais, construção civil e produtos farmacêuticos.

“Esses setores vão sentir um pouco a pressão com o fim do auxílio emergencial. Talvez até em menor proporção por conta da essencialidade desse tipo de consumo, mas com certeza vão sentir”, comenta a economista.

Essa bolha de consumo criada pelo auxílio emergencial começou a perder força já no início de De acordo com o IBGE (Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística), o setor de supermercados teve uma perda de 2,2%, impactando no desempenho do varejo no mês de novembro e acendendo a preocupação em relação a retomada econômica, uma vez que o consumo das famílias é responsável por aproximadamente 65% do PIB.

A extensão do programa de transferência direta de renda é hoje centro de grandes discussões políticas. O programa econômico e social é o mais caro criado no Brasil. A equipe econômica do Ministro Paulo Guedes não descarta a possibilidade de prorrogação, mas afirma que essa é uma das “últimas alternativas” ao que eles apontam como “amplo cardápio de medidas”.

Entre as propostas mais populares dos economistas e do setor privado estão as reformas prometidas pelo governo federal, como a Administrativa. Juliana Inhasz acredita que, sem o auxílio, é preciso um conjunto de medidas para equalizar os gastos, iniciar um crescimento sustentável e evitar um colapso social.

“No lugar de dar o auxílio emergencial e criar um endividamento cada vez maior, o governo poderia pensar em uma agenda de reformas que ele consiga cortar gastos com uma perspectiva de desonerações ou incentivos fiscais para que as indústrias continuem produzindo. Talvez seja o momento do governo partilhar a responsabilidade com o setor privado, mostrando que esse setor é fundamental no pós-pandemia também”, analisa.

A economista afirma também que medidas que garantam o potencial de produção do país, aliadas ao controle da pandemia por meio da vacinação, são fundamentais para a atratividade do investimento externo, que continua tendo o Brasil como um importante mercado.

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