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Trenton, Giovetti: “Emozioni e decisioni aziendali, un nesso costante e strategico”

Carlotta Giovetti, alla guida di Trenton, azienda manifatturiera di punta della meccanica italiana

Pubblicato:20-10-2023 14:11
Ultimo aggiornamento:20-10-2023 14:11
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Frassinoro (Modena) – Emozioni, valori aziendali, decisioni: sono tre dimensioni che di primo acchito potrebbero non essere strettamente connesse, ma che invece l’imprenditrice Carlotta Giovetti, alla guida di Trenton, azienda manifatturiera di punta della meccanica italiana, considera sempre più connesse e delle quali avere piena consapevolezza, per una migliore gestione di ognuna.

“A ben guardare, e non di rado facendo uno sforzo per analizzare a fondo i ragionamenti che noi stessi costruiamo, naturalmente non siamo né logici né pragmatici- premette- Le decisioni, da quelle più semplici a quelle più complesse, alla fine le prendiamo ‘seguendo l’istinto’, in sintesi guidati dalle emozioni. È a strada scelta che si cercano le conferme logico-razionali e si costruiscono i supporti numerici e statistici a quanto deciso”.

È uno stato rispetto al quale ciascuno può trovare conferma quotidianamente in diversi ambiti, magari di fronte a una reazione di fine giornata sulla quale ha gravato il peso emotivo e di responsabilità delle ore trascorse al lavoro più che lo stato della situazione in sé. “In fondo- considera l’imprenditrice- un po’ dell’istinto atavico lo possediamo ancora, il che non è un male in assoluto, posto che è proprio grazie alle azioni che sono state generate dalle emozioni che siamo evoluti e cerchiamo costantemente innovazione”.


Tuttavia, prosegue analizzando la messe di decisioni assunte in ambito aziendale e con un carico di responsabilità notevole, “l’energia data dall’emozione è importante conoscerla ed esserne consapevole, per trarne beneficio ma non esserne sopraffatti. Per questo- sottolinea- nella vita di un’impresa giocano un ruolo importantissimo i valori su cui poggia il proprio brand. Sono un faro e, allo stesso tempo, dei paletti rispetto a una travolgente carica emotiva”.

Nella pratica, “sono quell’argine che consente di decifrare e circoscrivere le emozioni di un momento e assorbirle in una decisione consapevole”. Le parole di Giovetti non sono solo teoria, sono sintesi costruita osservando fatti. “Quando si fanno, per esempio, investimenti importanti su macchine utensili, che per una azienda come Trenton significano attivare delle significative risorse finanziarie- racconta l’imprenditrice- c’è uno screening accurato di tutti i pro e i contro basati ovviamente su dati economici, su valutazioni interne ed esterne e su screening accurati del mercato di riferimento.

Alla fine, però, sulla decisione pesa anche quell’imponderabile emozione positiva connessa al valore dell’azienda e alla scommessa sul suo futuro. Allo stesso tempo, in altre circostanze alla base dei ‘no’ c’è una sensazione che, nonostante tutte le analisi, pone uno stop. E si è ancora nell’emozione”. Si connettono ancora alle emozioni, nella lettura di Giovetti, “gli atti di fiducia, il rispetto, l’onore, la credibilità che tanta parte hanno nella vita di un’impresa pur non potendo essere tradotte con numeri puntuali nel bilancio.

Sono gli intangibile assets che hanno, di nuovo, un ruolo sempre più importante nell’economia. Tra essi potrebbe essere annoverata anche l’emozione, opportunamente conosciuta e indagata”, conclude.

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