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Lavori in corso su Marte (e sulla Terra)

rover rosalind franklin
Il gemello del rover Rosalind Franklin, finanziato dall'Italia, ha effettuato con successo la sua prima perforazione nell'ambiente marziano simulato
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ROMA – Il rover gemello di quello che volerà su Marte grazie a ExoMars 2022 ha perforato con successo una pietra dopo averla raccolta dal terreno e messa al sicuro nel suo laboratorio interno. Insomma, missione compiuta anche se si tratta solo di un test che replica quello che accadrà sul pianeta rosso. L’ambiente marziano riprodotto sulla Terra si trova a Torino, negli stabilimenti di Altec. Il trapano spaziale del rover ha perforato fino a una profondità di 1,7 metri: finora la profondità di perforazione massima raggiunta sul pianeta rosso si ferma a sette centimetri. Il test fa ben sperare per quello che accadrà su Marte, dove atterrerà il ‘vero’ rover, battezzato Rosalind Franklin in nome della chimica inglese che scoprì la struttura del Dna. Una scelta non casuale, se pensiamo che lo scopo della missione è capire la storia di Marte, alla ricerca anche di tracce di vita in epoche remote. ExoMars è un progetto internazionale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) in collaborazione con l’agenzia russa Roscosmos, in cui l’Italia, attraverso l’Agenzia spaziale italiana (Asi), è leader con il 33% di contributi.

La progettazione del rover Rosalind Franklin, affidata a Leonardo, prevede la possibilità di perforare fino a due metri: è questa la misura sufficiente per avere accesso a materiali organici vecchi di 4 miliardi di anni in buono stato di conservazione.

Come funziona la raccolta del campione

L’Esa spiega che nella simulazione di Torino il rover è stato appoggiato su una superficie inclinata di sette gradi per simulare la raccolta di un campione in una posizione non completamente verticale. La trivella è in grado di penetrare nella superficie con circa 60 rotazioni al minuto. Lo scavo su sabbia o argilla può raggiungere dagli 0,3 ai 30 mm al minuto. La trivella ha prelevato il campione sotto forma di pellet di circa un centimetro di diametro e due centimetri di lunghezza. Il ‘trapano spaziale’ è inoltre dotato di un posizionatore a due gradi che consente di scaricare il campione ad angolo retto nel laboratorio del rover. Trattiene poi il campione con un otturatore che ne impedisce la fuoriuscita durante il prelievo. Una volta catturato il campione, la trivella lo porta in superficie e lo consegna al laboratorio all’interno del rover. Da lì, finisce in un cassetto, in cui viene triturato e poi trasferito in contenitori in cui verranno eseguite le analisi scientifiche.

Intanto, il rover originale Rosalind Franklin si prepara a partire: il lancio è previsto per il settembre 2022.

Cosa sta facendo Perseverance su Marte

Su Marte, intanto, i lavori proseguono. Il 6 e l’8 settembre la Nasa, grazie al rover Perseverance, ha raccolto due campioni da una roccia chiamata Rochette. I campioni sono invece stati battezzati Montdenier e Montagnac. Saranno utili a ricostruire la cronologia dell’area, connotata da attività vulcanica e presenza di acqua. Rochette è di composizione basaltica e sembrerebbe presentare dei sali, i quali potrebbero derivare dall’acqua che ha attraversato la roccia oppure essere il residuo dell’evaporazione dell’acqua stessa. In ogni caso, quello che è interessante è che secondo la Nasa su queste rocce potrebbero essere rimaste delle bollicine di antica acqua marziana. Sarebbero allora delle microscopiche capsule del tempo che potrebbero farci sbirciare nel passato del pianeta rosso dandoci indizi sulla sua abitabilità di un tempo. Per rispondere alle domande sulla storia di Marte e sulla presenza stabile di acqua sulla sua superficie bisognerà attendere l’analisi sulla Terra. Intanto, Perseverance progetta la sua futura esplorazione. Arriverà fino a South Séítah, un’area situata a 200 metri di distanza da dove è ora, composta da creste sormontate da sabbia. “Sembra un accumulo di piatti rotti”, dicono dalla Nasa. Per qualche settimana, in coincidenza con la congiunzione solare di Marte, le attività si fermeranno. È quindi verosimile che le perforazioni in questa nuova zona non siano imminenti.

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