Il Governatore del Veneto anticipa il Governo e vieta quasi tutto

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Sono i presidenti delle regioni italiane a chiedere misure ancora più dure per bloccare i cittadini in casa evitando così la diffusione del coronavirus. I numeri sono in crescita, anche le notizie che arrivano dalla Puglia, con i giovani studenti scappati dal Nord e ritornati in massa a casa che adesso stanno infettando amici e parenti, non fanno ben sperare in una fine a breve dell’emergenza. Anche Matteo Renzi oggi guarda con preoccupazione a quanto accadrà al meridione: «Temo per quando il picco del virus arriverà nei prossimi 15-20 giorni al Sud, in Calabria», ha detto il leader di Italia Viva.

Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, non ha aspettato e già oggi, con una sua ordinanza, ha vietato passeggiate, attività fisica all’aperto, giri in bicicletta, chiudendo i supermercati la domenica. Il Governo nazionale sta riflettendo sulle nuove e più stringenti disposizioni richieste da più parti, ma per evitare resse o corse di massa a comprare generi alimentari, è probabile che decida domenica per la prossima settimana.

Diversa la posizione del Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che aspetta le decisioni del Governo. In particolare, quando arriverà la nuova stretta, questa porterà la chiusura dei supermercati la domenica, forse un ritocco degli orari di apertura, ulteriori limitazioni al trasporto pubblico, utilizzo dell’esercito per il controllo con posti di blocco e ronde. Gli occhi ora sono puntati sul calendario, su quando l’epidemia toccherà il suo picco

Si pensava, si sperava che arrivasse i primi giorni della prossima settimana, invece bisognerà aspettare. Il capo della Protezione civile ha detto che dovranno passare ancora due settimane. Un grafico, che circola tra i giornalisti, fissa il picco attorno alla fine di marzo, con 50mila contagiati. Sul versante politico si discute della dura crisi economica legata all’epidemia che sta colpendo e sempre più colpirà il nostro Paese. Con una curiosità, sugli strumenti da adottare Matteo Salvini e Silvio Berlusconi la pensano diversamente.

«Il Mes, fondo Salva Stati, si dovrebbe trasformare in fondo ‘Salva Europa’: i 410 miliardi possono essere immediatamente disponibili e dovrebbero essere destinati allo sviluppo delle economie europee, senza vincoli di bilancio degli Stati e naturalmente senza l’intervento della Troika», ha detto Silvio Berlusconi. Duro Salvini: «Leggo in queste ore che il Presidente Conte chiede l’intervento del Mes. Assolutamente no, infilerebbe l’Italia in tunnel di “lacrime e sangue”. Anche per questo chiediamo la riapertura di Camera e Senato: come parlamentari vogliamo e dobbiamo dare il nostro contributo», ha sottolineato il leader della Lega.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

20 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»