Alla fine Salvini si ritroverà solo… davanti ai giudici

L’editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Lunedì la Camera, salvo imprevisti, voterà la fiducia alla legge di Bilancio. Messi in sicurezza i conti dello Stato, le forze politiche si scateneranno perché ognuna ha un obiettivo diverso: tanti vogliono far durare la legislatura per altri tre anni; altri tramano per far saltare la maggioranza e andare ad elezioni anticipate molto presto; chi ha paura di rimanere impantanato nelle liti dentro un Governo che realizza poco.

Ieri sera il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel tradizionale scambio di auguri, ha invitato tutti a pensare al bene comune. Vero che fare politica significa anche scontrarsi duramente, ma sempre pensando che ci sono gli interessi dei cittadini in ballo. Ma qui le orecchie non ci sentono. Anzi, la richiesta avanzata da 64 senatori per far svolgere il referendum confermativo sulla legge che prevede il ‘taglio’ di 345 parlamentari rischia di far precipitare le cose. Il referendum, infatti, si dovrebbe tenere entro sei mesi. Quindi, è il ragionamento di molti parlamentari, potrebbe nascere e rafforzarsi la convenienza politica di andare ad elezioni presto perché si eleggerebbero ancora 945 parlamentari rinviando il taglio alla successiva legislatura.

Ci spera molto il leader della Lega, Matteo Salvini, che più tempo passa più guai avrà. Ultima la richiesta dei giudici di mandarlo a giudizio per sequestro di persona, per aver bloccato centinaia di migranti su una nave vietando lo sbarco. Salvini è un senatore e per processarlo c’è bisogno del via libera della Giunta immunità. Già una volta la richiesta di mandarlo a processo è stata bloccata. Ma allora votò contro il M5S, mentre stavolta (vendetta, dolce vendetta) il Capo politico Luigi Di Maio ha già annunciato il sì alla richiesta dei magistrati. La Giunta ha incardinato la richiesta e, salvo imprevisti, dovrebbe già votare il prossimo 20 gennaio. C’è un ma: dopo una settimana si voterà in Emilia-Romagna e Calabria e in molti temono che la decisione della Giunta lo possa trasformare in una sorta di ‘martire’. Probabile che il voto slitterà subito dopo, ma a quel punto Salvini dovrà studiarsi una difesa con i suoi avvocati.

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19 Dicembre 2019
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