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Roma, commesso ‘H&M’ aggredito da cliente per aver chiesto di indossare la mascherina

La Cgil attacca: "È questa la sicurezza all’interno dei punti vendita di 'H&M'?"
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ROMA – Picchiato e insultato per aver difeso una collega da un cliente a cui era stato chiesto di indossare correttamente la mascherina. È accaduto ieri mattina a un dipendente del punto vendita ‘H&M’ di via Tuscolana, a Roma. A denunciarlo è la Filcams CGIL di Roma Lazio.

“Durante il turno di lavoro- racconta il sindacato in un comunicato stampa- Giovanna (nome di fantasia) chiede ad un cliente di alzare la mascherina per rispetto delle norme antiCovid, ma quest’ultimo impreca contro la dipendente. A difesa della collega interviene a quel punto Andrea (nome di fantasia) che esorta l’avventore a moderare i toni. Il cliente inizia ad imprecare contro i due lavoratori usando parole come ‘fr…io’ e ‘put…na’; infine andando verso Andrea lo aggredisce spintonandolo e, all’uscita del punto vendita, gli sferra sul volto un violento pugno. In assenza di servizio di sicurezza/portierato e senza l’intervento e il supporto dell’unico vice responsabile presente in negozio, Andrea in preda al panico e allo shock conseguenza dell’aggressione, contatta tempestivamente la funzionaria di riferimento della Filcams CGIL Roma Lazio, che si precipita in negozio per dargli supporto emotivo e sindacale. È questa la sicurezza all’interno dei punti vendita di ‘H&M’? È giusto che dopo una simile aggressione l’azienda non dia sostegno ai propri lavoratori? Possibile che all’interno di un punto vendita di 1400 mq non ci sia nessuno che controlli il rispetto delle regole? Da mesi come organizzazione sindacale, attraverso le segnalazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, degli RSA e RLS denunciamo criticità nel far rispettare le norme anti-covid da parte della clientela, ma nessun intervento determinante e riscontro positivo si è registrato da parte dell’azienda”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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