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Malattia di Crohn, l’esperto: con l’ecografia intestinale si accorcia il ritardo diagnostico

Flavio Caprioli (IG-IBD): A Firenze domani 20 e il 21 settembre il convegno per accrescere la consapevolezza su questa indagine strumentale

Pubblicato:19-09-2022 13:26
Ultimo aggiornamento:19-09-2022 13:26

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ROMA- La malattia di Crohn, può insorgere a tutte le età ed è una patologia infiammatoria cronica intestinale che può colpire la parete di tutto il tratto gastrointestinale. Le cause di questa infiammazione sono multifattoriali e implicano una certa predisposizione genetica da parte dell’individuo ma giocano un ruolo importante anche i fattori ambientali. Per capire meglio le cause, la sintomatologia di questa patologia e gli strumenti per diagnosticarla l’agenzia di stampa Dire ha intervistato il professor Flavio A. Caprioli, Segretario Generale dell’IG-IBD e gastroenterologo presso la Fondazione IRCSS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e docente presso l’Università Statale di Milano (Unimi).

COS’E’ LA MALATTIA DI CROHN E QUALI SONO LE CAUSE

 “Si tratta di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino e si caratterizza per la formazione di aree d’infiammazione lungo tutto il tratto digerente– spiega Caprioli- dalla bocca all’ano anche se in massima parte interessa l’ultima parte di intestino tenue e il colon. Non sono escluse possibili localizzazioni perianali e del tratto esofago-gastrico. Essendo una patologia cronica non si può guarire ma grazie alle terapie a disposizione la malattia può andare incontro ad una remissione prolungata. La malattia ha una forte componente genetica, studi hanno infatti evidenziato più di 150 mutazioni lungo il genoma che aumentano la predisposizione alla malattia. Oggi sta sempre più emergendo anche la componente ambientale che include: il fumo di sigaretta, la dieta e le terapie antibiotiche assunte soprattutto in età giovanili, e la tipologia di parto (naturale o cesareo) che influenzano la flora batterica intestinale e nel caso di soggetto predisposto aumentano la probabilità di comparsa della malattia“.


L’INCIDENZA DELLA PATOLOGIA NEL NOSTRO PAESE

“In Italia attualmente sono stimati circa 250mila pazienti. Ma si crede che nei prossimi 10 anni si possa arrivare a quota 500mila pazienti con tali patologie. La prevalenza della patologia aumenta perché ci saranno nuovi casi da sommare a quelli già diagnosticati ed in follow-up, e questo comporta un progressivo aumento dell’età mediana dei pazienti. Il ritardo diagnostico è un elemento rilevante. Come vedremo più avanti la sintomatologia è subdola per cui la malattia non viene diagnosticata tempestivamente ma sappiamo che più precoce è il trattamento maggiori le possibilità di remissione della malattia. Per questo le società scientifiche fanno appello ai medici di medicina generale affinché ci sia una maggior attenzione e riconoscimento dei segni precoci della patologia”.

QUAL E’ LA SINTOMATOLOGIA E ETÀ MEDIA D’INSORGENZA

 “I sintomi classici sono la diarrea e i dolori addominali– prosegue l’esperto- ma il soggetto può presentare anche una occlusione intestinale. Il paziente può avere complicanze come perforazioni intestinali o fistole nella regione perianale. L’età d’insorgenza oscilla tra i 15 e i 30 anni e poi accompagna la persona per tutta la vita. In ogni caso si sta registrando un aumento dell’incidenza nella popolazione pediatrica sopra i 6 anni e non sono infrequenti esordi di malattia in età avanzata”.

LE INDAGINI PER ARRIVARE ALLA DIAGNOSI: IL RUOLO DELL’ECOGRAFIA INTESTINALE

 “La diagnosi- precisa l’esperto- si basa su una serie di indagini strumentali oltre che l’esame obiettivo del medico e la raccolta della storia clinica. Gli elementi chiave non sono moltissimi: si parte con gli esami del sangue che rilevano l’infiammazione, l’esame delle feci inclusa soprattutto la calprotectina fecale che può dare indice di sospetto soprattutto se i valori sono particolarmente elevati. Dopo questi esami di screening si eseguono gli esami strumentali. Su tutti sta prendendo importanza l’ecografia intestinale che è una metodica ecografica, non invasiva, che attraverso sonde particolari permette di identificare i tratti dell’intestino infiammati. L’ecografia può accorciare molto il ritardo diagnostico e può anticipare la colonscopia con biopsia che è l’esame ‘gold standard’ per la malattia di Crohn. Qualora l’esame ecografico e le analisi del sangue e feci fossero negative, si può escludere la malattia in una percentuale superiore al 90%. In questo modo si può evitare l’esame endoscopico che è una procedura invasiva con vantaggi evidenti per il paziente e un risparmio di risorse a carico del sistema sanitario nazionale (Ssn)”.

ALIMENTI DA PRIVILEGIARE E PORTARE IN TAVOLA

 “In realtà non esiste una dieta particolare. Quando la patologia è in remissione consigliamo un’alimentazione varia e che possa includere la frutta e la verdura con benefici sulla flora batterica intestinale. Questo è la regola per il paziente che non abbia controindicazione come le stenosi e cioè restringimenti dell’intestino. Quando la malattia è invece in fase attiva o il soggetto ha delle complicanze di tipo stenosante, è bene eliminare le verdure verdi e altre come ad esempio: i carciofi, i broccoli, gli asparagi, l’insalata, la cicoria, le puntarelle, i cavolfiori che non essendo assorbiti impattano nell’intestino e facilitano l’occlusione intestinale”.

MALATTIA A IMPATTO SOCIALE: AUMENTARE CONSAPEVOLEZZA NELLA POPOLAZIONE

 “Si tratta di una malattia in aumento anche tra i giovani per questo è considerata ad alto impatto sociale. Il nostro compito come società scientifica, oltre che fare ricerca, è quello di aumentare la sensibilità e le competenze dei medici”.

LA MALATTIA DI CROHN AL CENTRO DEL CONVEGNO DEL 20 E 21 SETTEMBRE

A FIRENZE – “Attraverso questa due giorni di convegno, che si terrà a partire da domani a Firenze, vogliamo, aumentare la consapevolezza dell’utilizzo dell’ecografia come metodica di diagnosi, valutazione delle complicanze e monitoraggio delle malattie infiammatorie croniche intestinali come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Pensiamo sia necessario che questa metodica venga implementata in tutta Italia con la massima diffusione possibile”.

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