Tifosi della Roma in fuga dall’Olimpico, Malagò accusa “elementi oggettivi e logistici”

Secondo il presidente del Coni la colpa è de l'appeal dell'Atletico Madrid, l'assenza di Francesco Totti e una serie di "elementi oggettivi, logistici"
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ROMA – L’appeal dell’Atletico Madrid, l’assenza di Francesco Totti e una serie di “elementi oggettivi, logistici”. C’è tutto questo, secondo il presidente del Coni Giovanni Malagò, dietro la ‘fuga’ dei tifosi romani, nello specifico di quelli romanisti, dallo stadio Olimpico. Tra gli ‘elementi’ sotto accusa: i continui controlli, i tornelli, la distanza da percorrere a piedi (si supera anche il chilometro), la musica alta all’interno dell’impianto.

Se nel 2015 furono 60mila gli spettatori accorsi all’impianto romano, con l’Atletico, ancora un incontro di Champions League, i paganti sono scesi a 36mila. “Il richiamo del Barcellona non è quello dell’Atletico Madrid- ha detto Malagò all’agenzia Dire- Francesco Totti è comunque una persona che può smuovere qualcuno a prescindere che è tifoso della Roma di andare allo stadio. Ci sono anche degli elementi oggettivi, logistici, tecnici, però mi sembra si stanno facendo degli sforzi per cercare di attenuare tutto questo”.

Ma c’è anche il discorso “post-barriere, quello relativo a ricercare di portare le famiglie allo stadio. L’Olimpico è lo stadio più bello del mondo incastrato in una cornice della natura, tra una collina di verde e il Tevere. Però sotto un certo punto di vista paga dazio”, ha concluso il presidente ricordando di essere comunque un fautore “dello stadio di proprietà” per Roma e Lazio.

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