Sorokin a Libri Come racconta ‘La tormenta’ russa

"Da molto tempo volevo scrivere un romanzo breve sull'inverno russo senza fine e senza speranza"
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ROMA – “La Russia sta vivendo una lunga agonia. Da molti anni si è instaurato un apparato chiuso, spietato, imprevedibile. I cittadini sono sempre più poveri e non vedono futuro per i loro figli”. Con queste parole Vladimir Sorokin ha raccontato al pubblico romano, accorso all’Auditorium per ‘Libri Come’, la festa del libro e della lettura, la Russia di oggi.

Lo scrittore, tra le voci più importanti della letteratura contemporanea, tradotto in numerose lingue, ha presentato il romanzo ‘La tormenta’ (Bompiani), storia di un medico di provincia che cerca disperatamente di raggiungere un villaggio dove una misteriosa epidemia sta decimando la popolazione. Il suo viaggio è continuamente ostacolato da una tempesta di neve impenetrabile.

“Da molto tempo volevo scrivere un romanzo breve sull’inverno russo senza fine e senza speranza – ha raccontato Sorokin- La tormenta non è solo la forza della natura ma una macchina del tempo, perché oggi chi dovesse viaggiare in auto nella provincia russa e fosse colto da una tempesta di neve, si ritroverebbe nella stessa situazione vissuta nel Settecento o nell’Ottocento”.

Ma la fase storica che sta vivendo la Russia è al centro dei pensieri di Sorokin. “Qualcuno definisce stabile la Russia, ma è la stabilità che hanno tutti i regimi dittatoriali e di solito fanno una brutta fine- ha sottolineato Sorokin- Questa situazione mi fa pensare alla fine degli anni 80 ma non è detto che finisca nello stesso modo, anzi può accadere di molto peggio. L’unicità della Russia è l’imprevedibilità e nessuno, neanche Putin, può dire cosa accadrà da qui a un anno. Forse questa situazione è un bel regalo per gli scrittori che devono raccontarla, ma non per i cittadini russi che si troveranno ad affrontare una sfida enorme”.

Sulla guerra in Ucraina Sorokin è netto: “Se Stalin sapesse che la Russia e l’Ucraina si stanno facendo la guerra si rivolterebbe nella tomba”. Gli Stati Uniti? “L’arrivo di Trump è un fatto grottesco, sono curioso di vedere cosa succederà”. Lo scrittore ha però fiducia nelle nuove generazioni: “Oggi i giovani viaggiano, vedono la democrazia negli altri Paesi e quindi sono la nostra speranza”.

di Alessandro Melia, giornalista professionista

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