Grillo sta con Conte, Salvini con la figlia e Di Maio con Casaleggio

L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Calma e sangue freddo, il Governo Conte deve andare avanti. Parola di Beppe Grillo, garante supremo del Movimento, che ha anche consigliato i suoi: “Approfittatene per imparare, guardate come fanno politica quelli del Pd che sono esperti”. Grillo, come aveva promesso, è tornato a Roma per incontrare i parlamentari del M5S e ri-dare la linea. Tanti mugugni, tante proteste per la gestione del Capo politico che insieme a Casaleggio ha deciso da solo tutto il ‘Team del futuro’, chi lo affiancherà nel governo del Movimento. Ma il garante supremo non ha lasciato spazio: il Governo Conte deve andare avanti e se qualcuno del M5S passa con la Lega pazienza, bisogna tener duro. Da parte sua il Premier Giuseppe Conte, nell’intervista rilasciata all’agenzia Dire ha detto di non essere “preoccupato”, di avere i voti e quindi andrà avanti spedito.

Su fronte politico, oggi si è sparsa voce che sono state raggiunte le 65 firme necessarie al Senato per chiedere il referendum e così bloccare per 6 mesi la legge sul ‘taglio’ di 345 parlamentari. Per alcuni esponenti politici, e la Lega ci spera, il referendum potrebbe spingere alle elezioni anticipate in primavera. Giusto in tempo per rieleggere un Parlamento sempre di 945 parlamentari rimandando di anni il taglio. Ma nella Lega c’è preoccupazione. Il leader è nel mirino dei magistrati, qualcuno teme che arrivino altri guai da Milano sul fronte sempre aperto del cosiddetto ‘Russiagate’.

Il leader della Lega è nervoso. Oggi era atteso al Quirinale dove il Capo dello Stato incontra tutti i leader politici per gli auguri di fine anno. Salvini ha fatto sapere che non andrà, che preferisce rimanere con la figlia. Intanto i suoi uomini continuano a lanciare appelli per un ‘patto bipartisan’ tra tutte le forze politiche, soprattutto per varare una nuova legge elettorale per poi andare al voto. Una proposta che ha trovato orecchie sensibili dentro Italia Viva di Matteo Renzi, che per i parlamentari del Pd conferma l’inciucio in atto tra i due Matteo.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 18 DICEMBRE

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18 Dicembre 2019
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