FOTO | VIDEO | Primo viaggio lampo sul People Mover di Bologna

Inaugura oggi il Marconi Express, che in sette minuti va dalla stazione dei treni AV fino all'aeroporto
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BOLOGNA – C’è il frequent flyer che approfitta anche dei pochi minuti di attesa per sbrigare un po’ di lavoro sul portatile, seduto su una panchina della stazione Aeroporto. E c’è chi arriva alla rampa un po’ per caso, trafelato, coi valigioni, perché ha scoperto all’ultimo momento che a Bologna gira da oggi una monorotaia che porta direttamente in stazione. “Sette minuti vero? Ma il Lazzaretto dov’è?”, chiede con una nota di panico. Sì, è decisamente il Lazzaretto l’oggetto misterioso per i viaggiatori (ma ci sono anche i bolognesi curiosi) che questa mattina hanno sperimentato per la prima volta il People Mover. Ne sanno qualcosa le gentili addette reclutate da Tper col compito di accogliere ed informare i passeggeri. “Scusi, ma dopo Lazzaretto va in stazione vero?”.

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IL BLITZ DEGLI ATTIVISTI DI LABAS

“People Mover: i nostri soldi per un’opera inutile e rumorosa”. Questo lo striscione srotolato questa mattina dagli attivisti di Labas, che hanno inscenato un blitz di protesta davanti alla stazione dell’Alta velocità di via Carracci, uno dei capolinea della monorotaia stazione-aeroporto inaugurata oggi. Gli attivisti, in tuta bianca, hanno anche tentato di interrompere la conferenza stampa “autocelebrativa” di inaugurazione dell’opera su Zoom.

 

SETTE MINUTI DALLA STAZIONE ALL’AEROPORTO

Oltre alla fermata ‘fantasma’ a metà del percorso, per ora puramente teorica, c’è poco che non sia chiaro e semplice nei sette minuti (reali) che si impiegano a trasferirsi dalla stazione dell’Alta velocità all’aeroporto Marconi, e viceversa. Indicazioni chiare (in via Carracci un vero e proprio portale indirizza chi vuole prendere il Marconi Express), segnali anche a terra per le distanze Covid, l’immancabile gel igienizzante. Unico possibile intoppo la lettura del Qr code ai cancelli d’ingresso e uscita, che in qualche caso fa perdere un secondo prima di capire la distanza giusta a cui tenere lo smartphone. Per il resto fila tutto liscio, anche perché con l’aeroporto a mezzo servizio causa pandemia code non se ne formano. E il problema dello spazio a bordo per persone e bagagli è rimandato.

LA NOSTRA ESPERIENZA

 

Per la nostra ‘prova’ partiamo dalla stazione Av, anche questa con traffico umano molto ridotto, arrivando alle 9.40 in punto. Ci sono con noi sei viaggiatori in partenza. Dagli schermi della stazione si fa appena in tempo a sbirciare gli orari dei voli (in aeroporto i display mostrano quelli dei treni) che un rombo annuncia l’arrivo della navetta. Porta numero uno e si va. Alle 9.43 il treno si muove. Neanche il tempo di abituarsi all’accelerata (si consiglia giustamente di reggersi bene) ed ecco l’annuncio vocale: “Next stop Lazzaretto”. Non ci sono però anglofoni da ‘spaventare’ con destinazioni sconosciute: a bordo tutti italiani e diretti in aeroporto. Se si guarda dal finestrino poco dopo la fermata sul muro di un palazzo si legge lo striscione “Il People Mover fa rumore”, cimelio della battaglia dei residenti. Alle 9.50 le porte della navetta bianca e verde si aprono. Chi ha un trolley può farlo scorrere in discesa lungo la rampa fino agli imbarchi. Un’occhiata all’interno dell’aeroporto, da mesi al minimo vitale, conferma che il bacino degli utenti per il Marconi Express è per ora forzatamente ridotto.

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Quando arrivano i voli da Brindisi e Istanbul diversi viaggiatori puntano dritto alla lunga fila dei taxi. Diverse auto bianche lasciano il piazzale e fanno avanzare quelle dietro. Ma altri viaggiatori invece salgono la rampa e scelgono il People Mover, dopo aver preso il biglietto alle macchinette. Al nostro viaggio di ritorno, attorno alle 10.15, sale una quindicina di persone. “Scusi, ma il Lazzaretto dov’è?”.

(Foto di Margherita Caprilli e Michele Lapini fornite da Labas)

“Oggi hanno avuto il coraggio di inaugurare il People Mover, un’opera inutile e rumorosa che ci è costata 125 milioni di euro, oltre alle perdite che registrerà nei prossimi anni”, si legge nel testo postato insieme alla diretta Facebook. Il People Mover, afferma ancora Labas, “nasce da un’idea di sviluppo turistico tossica e di grande opere che si è rivelato ancora più fragile nella pandemia, quando da anni in tanti preferivano completare ciò che sarebbe davvero utile a Bologna: il servizio ferroviario metropolitano. I Tribunali hanno assolto i responsabili del torbido appalto sul People Mover, ma politicamente le responsabilità permangono. Esprimiamo solidarietà ai cittadini di via Carracci e della Beverara che stanno già subendo il rumore assordante di una navetta che girerà inutilmente semi-vuota”.

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18 Novembre 2020
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