In Mozambico lotta al bracconaggio con i corsi del Wwf

Ogni anno in Africa sono uccisi tra i 30 e i 40 mila elefanti. A sud del Sahara, ormai, i pachidermi non sarebbero piu' di 400 mila
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rinoceronteROMA – Lotta al bracconaggio e difesa del patrimonio faunistico sono al centro a Maputo di un corso di formazione coordinato dagli esperti del Worldwide Wildlife Fund (Wwf) e rivolto ai magistrati del Mozambico.

“Speriamo che questi incontri servano da rampa di lancio per un’offensiva senza sosta contro il bracconaggio e gli altri crimini ambientali” ha detto Angelo Matusse, l’attorney general che ha presieduto ieri l’inaugurazione del corso, di una durata prevista di due settimane.

Lezioni, confronti e dibattiti sono incentrati sulle modalita’ piu’ efficaci per applicare le leggi per la tutela del patrimonio faunistico, anche alla luce di un intensificarsi dei reati.

Sulla stampa di Maputo ha avuto risalto nei giorni scorsi la notizia del sequestro nel porto di Ho Chi Minh City di due tonnellate di zanne d’avorio, giunte in Vietnam dal Mozambico nonostante i divieti dell’Onu a tutela di elefanti e rinoceronti.

“Un Paese che si prende cura della propria fauna- ha sottolineato Anabela Rodrigues, direttrice del Wwf in Mozambico- dimostra di essere ben organizzato e capace di rendere i propri confini invulnerabili per le bande criminali”.

Secondo stime rilanciate il mese scorso a Johannesburg, in occasione della Conferenza delle parti della Convenzione sul traffico internazionale di specie a rischio (Cites), ogni anno in Africa sono uccisi tra i 30 e i 40 mila elefanti. A sud del Sahara, ormai, i pachidermi non sarebbero piu’ di 400 mila.

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