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VIDEO | La filosofa Carnevali: “Il moralismo sulla chirurgia estetica è infondato”

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Domenica in piazza Grande a Modena la sua lezione sulla grazia tecnologica
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MODENA –  Della ‘grazia‘ “come armonia tra elementi umani e non umani” si puo’ parlare anche rispetto alla bellezza artificializzata dei corpi femminili e maschili“. Lo dice, intervistata dall’agenzia Dire, dopo la conferenza stampa a Modena, Barbara Carnevali, docente a Parigi di Estetica sociale, che ha risposto bacchettando i moralismi: “Si puo’ pensare agli interventi di chirurgia estetica, di ricostruzione dopo le operazioni che hanno amputato parti del corpo, ma possiamo anche spingerci agli ibridi”, ha detto la filosofa, riferendosi alla corsa di Pistorius, “dove grazia diventa quasi il superamento della corporeita’ umana. E’ una proposta quindi a cui si puo’ pensare anche sull’estetica del corpo”, ha concordato, respingendo “il moralismo rispetto alla chirurgia estetica che e’ filosoficamente infondato. Abbiamo una reazione rispetto a quegli interventi esagerati che danno un risultato tutt’altro che armonico, ma queste sono questioni di gusto dei soggetti che hanno diritto ad esprimersi. Una separazione tra cio’ che e’ artificiale e naturale non e’ possibile, anche truccarsi e’ artificiale. Lo diceva Baudelaire che la bellezza e’ quando comincia l’artificio. Riflettiamo piuttosto sulla possibilita’ normativa di un uso di tutto questo che sia gestito dai soggetti in modo consapevole e che non sia sfruttato dall’industria in una chiave di dominio. Ma evitiamo discorsi moralizzanti troppo semplici”. 

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Un’osservazione, quella di Barbara Carnevali, coerente con la lezione magistrale terra’ domenica a Modena, in Piazza Grande sulla ‘grazia delle macchine e l’estetica tecnologica‘. Nel ventennale del Festivalfilosofia dedicato alle macchine e alla sfida tecnologica, Carnevali ha scelto di superare lo stereotipo della sola sorpresa e della minacciosita’ delle macchine, ma addirittura di recuperare e applicare il concetto di “grazia che rimanda a un’armonia e a un equilibrio. In tutta l’eta’ moderna- ha spiegato Carnevali- la tecnologia e’ stata associata alla categoria del sublime, che fosse vissuto come una minaccia o invece rivendicato alla maniera dei futuristi”. E invece la filosofa ha scelto di parlare di grazia come “armonia e relazione”: “Esiste nell’estetica, ma e’ anche un concetto sociale e anche teologico come possibilita’ di rendenzione”. 

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