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Tg Ambiente, edizione del 18 luglio 2023

Si parla di reati contro l'ambiente, flashmob di Greenpeace, sensori hi-tech per monitorare le piante, spostamenti con e-bike e monopattini

Pubblicato:18-07-2023 16:54
Ultimo aggiornamento:18-07-2023 16:54

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84 REATI/GIORNO CONTRO AMBIENTE, 30.686 ILLEGALITÀ NEL 2022

Nel 2022 non si arresta la morsa delle ecomafie. I reati contri l’ambiente restano ben saldi sopra la soglia dei 30.000, esattamente sono 30.686, in lieve crescita rispetto al 2021 (+0,3%), alla media di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. Crescono anche gli illeciti amministrativi che toccano quota 67.030 (con un incremento sul 2021 del +13,1%): sommando queste due voci – reati e illeciti amministrativi – le violazioni delle norme poste a tutela dell’ambiente sfiorano quota 100.000 (97.716 quelle contestate, alla media di 268 al giorno, 11 ogni ora). A fare il punto è il nuovo rapporto Ecomafia 2023 realizzato da Legambiente. Ciclo illegale del cemento, reati contro la fauna e ciclo dei rifiuti sono le tre principali filiere su cui nel 2022 si è registrato il maggior numero di illeciti. La Campania si conferma al primo posto per numero di reati contro l’ambiente (ben 4.020, pari al 13,1% del totale nazionale), persone denunciate (3.358), sequestri effettuati (995) e sanzioni amministrative comminate (10.011). Seguita dalla Puglia, che sale di una posizione rispetto al 2021, con 3.054 reati. Terza la Sicilia, con 2.905 reati. Sale al quarto posto il Lazio (2.642 reati), che supera la Calabria, mentre la Lombardia, sesta con 2.141 infrazioni penali e prima regione del Nord, “scavalca” la Toscana, in settima posizione.

FLASH MOB VOLONTARI GREENPEACE CONTRO ‘DEEP SEA MINING’

Un polpo viola, alto circa otto metri e con tentacoli di sei metri, e una grande stella marina composta da figure umane sono comparsi ieri sul litorale pisano, a Vecchiano, insieme a uno striscione con il messaggio ‘Stop Deep Sea Mining’. Questo il flash mob realizzato da volontarie e volontari di Greenpeace Italia alla vigilia dell’apertura dei lavori in Giamaica dell’International Seabed Authority, l’autorità internazionale che governa le attività estrattive minerarie in mare. Greenpeace ha voluto attirare l’attenzione su una nuova corsa all’oro che minaccia mari e oceani: l’estrazione di metalli e terre rare nelle profondità marine, il cosiddetto Deep Sea Mining. Considerata la crescente domanda di materie prime, le attività potrebbero partire già nel 2024, ma i rischi allarmano la comunità scientifica internazionale. Questa nuova forma di estrattivismo, infatti, rischia di intaccare in modo irreversibile ambienti unici ed eccezionalmente stabili che giocano un ruolo chiave nel sequestro del carbonio del pianeta, oltre a ospitare una peculiare biodiversità adattatasi nel corso di milioni di anni a vivere in ambienti estremi. Uno scenario che appare sempre più plausibile, nonostante l’Easac abbia stimato che entro il 2050 tra il 40 e il 77% dei metalli necessari alle tecnologie verdi in Europa potrà essere ottenuto dal riciclo.

ENEA: SENSORI HI-TECH PER MONITORARE CRESCITA PIANTE

Sensori in fibra ottica su misura da applicare direttamente su piante e frutti per monitorarne in modo non invasivo crescita e stato di salute. Li hanno sviluppati Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) ed Enea, in collaborazione con Università di Napoli Federico II. I sensori realizzati dal gruppo di ricerca hanno caratteristiche diverse in base alle parti delle piante dove raccogliere dati (stelo, foglie o frutti). Gli scienziati hanno lavorato su colture molto diffuse, quali il pomodoro, il melone e la zucchina e altre piante particolarmente utilizzate dall’industria, ad esempio il tabacco. I sensori hanno dimostrato un’elevata sensibilità nel rilevare la crescita delle piante, come l’allungamento dello stelo nel caso del tabacco e del pomodoro e la variazione della circonferenza nel caso del frutto, sia in condizioni protette che in campo, dove abbiamo registrato variazioni significative di condizioni ambientali in termini di temperatura, umidità e illuminazione, anch’esse monitorate grazie a sensori in fibra ottica opportunamente funzionalizzati. L’obiettivo è quello di sviluppare tecnologie ‘indossabili’ finalizzate al monitoraggio di parametri microambientali e fisiologici della pianta che trovano applicazione nell’ambito dell’agricoltura di precisione. Attraverso queste tecnologie vogliamo estrarre informazioni che consentano di migliorare la gestione della pianta, dall’ottimizzazione della produzione agricola fino al monitoraggio di piante, anche ornamentali.


POSSIBILE 20% SPOSTAMENTI ROMA CON E-BIKE E MONOPATTINI

A Roma bici e monopattini elettrici potrebbero coprire mediamente fino al 20% degli spostamenti effettuati con auto privata dal lunedì al venerdì, mentre l’uso del mezzo privato nell’ora di punta si potrebbe ridurre di un 10% utilizzando in alternativa metro o treno in combinazione con monopattini elettrici privati trasportabili a bordo. È quanto emerge da un’indagine condotta da Enea in collaborazione con le università Roma Tre e Roma Tor Vergata su un campione di 240 mila autovetture, per un totale di 9 milioni di spostamenti monitorati. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo indice, denominato Micromobility Compatibility Index, che misura la potenziale compatibilità delle infrastrutture viarie con i mezzi di micromobilità (soprattutto e-bike e monopattini) per tutta l’area metropolitana di Roma suddivisa in circa 1.400 zone. Dall’indice emerge che Roma ha un buon potenziale di sviluppo della mobilità alternativa, anche se sono emerse differenze marcate: in alcune aree il valore è basso per la quasi totale assenza di infrastrutture viarie a supporto della mobilità attiva, mentre in altre è alto per la presenza di aree verdi con molti percorsi pedonali e ciclabili. L’approccio metodologico utilizzato permette di replicare lo studio per tutte le città che dispongono di banche dati su mobilità individuale, infrastrutture viarie e servizi di trasporti, identificando le aree urbane a maggiore potenziale di sviluppo della micromobilità.

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