fbpx

Tg Pediatria, edizione del 18 luglio 2019

MORBILLO, IN ITALIA 7.200 CASI NEL BIENNIO 2017-2018

Circa 1 bambino su 10 non riceve una dose sufficiente di vaccino contro malattie altamente pericolose e mortali come la difterite, il tetano, la pertosse e il morbillo. Addirittura quest’ultima ha colpito in Italia 5.000 persone nel 2017 e 2.200 nel 2018. Fa il punto Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip). “Dal 2000 al 2017 abbiamo avuto un calo progressivo delle coperture vaccinali. La situazione si è modificata in modo positivo quando è stata introdotta la legge sull’obbligo vaccinale. Il morbillo può dare “complicanze facilmente gestibili, come la diarrea e l’otite, ma anche altre quali la polmonite o forme di encefalite che possono diventare mortali”.

LATTE VACCINO MAI PRIMA DEI 2 ANNI, PROBLEMA PROTEINE

Il latte vaccino “puo’ essere inserito soltanto a partire dal secondo anno di vita. Non e’ vero che si possa usare anche prima se scremato”. É uno stop ai falsi miti popolari quello di Annamaria Staiano, vicepresidente della Sip, pronta a fare chiarezza.

CONTRATTO COLLETTIVO, CIPE-SISPE-SINSPE IN STATO AGITAZIONE

La Federazione Cipe, Sispe, Sinspe proclama lo stato di agitazione per il mancato rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale. Per risolvere il problema della medicina convenzionata, secondo la federazione, “non bisogna cambiare la situazione contrattuale dei Pediatri di famiglia e passare dall’attuale figura autonoma convenzionata a quella di dipendente, cosi’ come apertamente palesato a livello delle diverse strutture regionali (ad esempio il Veneto) ed inter-regionali. Lo sviluppo dell’assistenza territoriale necessita non di una ridefinizione del rapporto contrattuale attuale- sottolineano- ma di una nuova visione organizzativa che deve passare necessariamente ad una ‘Assistenza Globale al Bambino da 0 a 18 anni’, con le necessarie dotazioni tecnologiche e di personale paramedico”. La Federazione ha deciso di associarsi ai medici di medicina generale nel proclamare lo stato di agitazione per arrivare a un “contratto dignitoso”.

TRA 200 ANNI ITALIANI ESTINTI, MA SALVEZZA DA COPPIE CON 3-4 FIGLI

Nel giro degli ultimi 10 anni le nascite sono calate di 127mila unità: nel 2008 sono nati oltre 576mila bambini, mentre nel 2018 sono passati a 449mila a fronte di 636mila decessi. “Per mantenersi stabile la popolazione ha bisogno di due figli in media per coppia, affinché i due figli sostituiscano i genitori nel ciclo delle generazioni successive. Per avere in media due figli per coppia occorrerà che un certo numero di donne e coppie abbiano almeno 4 figli per compensare coloro che non ne avranno, e che un certo numero di coppie ne abbia 3 per compensare quanti ne avranno uno solo”. Lo spiega Antonio Golini, professore di Demografia delle Università La Sapienza e Luiss, nonché autore, insieme al giornalista Marco Valerio Lo Prete, del libro ‘Italiani poca gente’.

NEL 2050 300MILA NUOVI NATI, IL PUNTO AL XXV CONGRESSO SIN

“Nel 2050 ci saranno poco più di 300mila nuovi nati”. Uno scenario difficile da immaginare, ma reale per Fabio Mosca, presidente della Sin, che dal 25 al 27 settembre porta a Catania il XXV congresso di neonatologia. Tra le novità “3 sessioni plenarie per fare il punto sulla denatalità, la responsabilità professionale e le evidenze in neonatologie; 11 corsi toerico-pratici precongressuali gratuiti; 10 simposi; 1 sessione sul follow up del neonato pretermine”. Sarà un congresso “giovane”, con la partecipazione di 100 specializzandi delle 34 scuole di specialità italiane. “Hanno inviato 271 abstract su casi clinici e premieremo i migliori”. Infine, una sessione dedicata ai direttori dei reparti di Neonatologia italiana. “A loro presenteremo due progetti- conclude Mosca- il libro bianco di neonatologia e il libro delle nuove raccomandazioni del percorso nascita”.                  

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Guarda anche:

18 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»