Coronavirus, 475 morti in un giorno. Iss: “Non dobbiamo mollare, mantenere le restrizioni”

Ecco l'aggiornamento quotidiano della Protezione civile sull'emergenza coronavirus in Italia
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ROMA – Sono 475 i decessi per coronavirus nella giornata di oggi, un dato che porta il numero totale delle vittime a 2.978. Ci sono stati 1.084 guariti nelle ultime ventiquattro ore, per un totale di 4.025: +37% rispetto a ieri. Il numero dei contagiati sale di 2.648 rispetto a ieri, portando il numero totale dei positivi a 28.710. Questi i numeri forniti dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, durante il punto stampa quotidiano sulla diffusione del coronavirus in Italia.

“E’ necessario contenere al massimo gli spostamenti. I numeri di oggi sui contagiati ci fanno pensare positivo con l’adozione di corretti comportamenti“, aggiunge Borrelli.

“Il dipartimento della Protezione civile- conclude- ha aperto un conto corrente per raccogliere le donazioni da parte dei nostri connazionali, le risorse saranno utilizzate per l’acquisto delle apparecchiature e dei dispositivi sanitari”.

ISS: CURVA EPIDEMICA IN CRESCITA, SU MORTALITA’ INFLUISCE L’ETA’

La curva epidemica a livello nazionale e’ in crescita, le regioni al nord sono maggiormente coinvolte. In altre aree del Paese la crescita non cosi’ importante ma non deve illuderci”. Lo dice il presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’ Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa di aggiornamento sul coronavirus.

La mortalita’ colpisce pazienti con piu’ patologie e persone anziane, il combinato tra queste due cose- prosegue Brusaferro- e’ lo scenario piu’ diffuso. Dobbiamo aiutare i piu’ fragili a stare in casa”.

“Siamo- continua- in una fase in cui studiamo le misure adottate in tutto il Paese. Non possiamo ancora vedere benefici, ci vorra’ ancora qualche giorno. Non dobbiamo mollare e mantenere queste misure. Se a Brescia e Bergamo le misure saranno adottate sistematicamente, allora si puo’ attenuare la curva ed evitare che si riproduca in altre province. Le misure adottate sono finalizzate a non vedere conseguenze al sud, o comunque vederle attenuate”.

La comorbilita’, la coesistenza di piu’ patologie diverse in uno stesso individuo, e’ uno “degli elementi importanti” che si riscontra nelle persone che sono decedute, ribadisce Silvio Brusaferro. Tra le persone decedute “il 48,5 per cento ha tre o piu’ patologie, il 25,6% ne ha due, il 25,1% ha una patologia, mentre solo lo 0,8% ha zero patologie”.

“Perche’ una letalita’ cosi’ alta in Italia? Un primo elemento e’ sicuramente l’eta’ media. Non abbiamo indicazioni che sia un virus diverso da quello che circola in altre parti del mondo, Cina compresa. Detto questo- conclude- stiamo analizzando le cartelle cliniche per un approccio piu’ analitico”.

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18 Marzo 2020
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