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Atreju, Saviano va all’attacco: “Musk sceglie l’Italia perché è un Paese disperato”

"La presenza di Musk alla sagra politica di Fratelli d'Italia è la prova finale dell'incubo reazionario e complottista generato dall'alleanza del capitalismo tecnologico e il populismo nazionalista"

Pubblicato:17-12-2023 12:02
Ultimo aggiornamento:19-12-2023 11:57
Canale: Politica
Autore:
saviano-musk
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ROMA – “Oggi la prova del fallimento del nostro sistema economico risiede anche nel collasso demografico ma Musk non viene ad accarezzare il governo di estrema destra italiano per aiutare demograficamente la povera Italia. Cerca in Europa interlocutori in affanno che gli permettano di prendersi a buon prezzo pezzi di patrimonio artistico (e turistico) da usare per promozionare i suoi progetti e dislocare segmenti delle sue aziende con manodopera a basso costo ma in un contesto industriale evoluto”, scrive su facebook Roberto Saviano commentando l’intervento del tycoon ieri alla kermesse di Fdi Atreju.

“Musk sceglie quindi l’Italia- aggiunge- perché un paese disperato, ricattato da una profondissima crisi economica, demografica, culturale e dove la classe politica al governo non puo’ che accettare qualsiasi mancia. Avevamo immaginato con molta ingenuità che nuove tecnologie e web avrebbero plasmato un mondo progressita in grado di tracciare un molteplice approccio alle verità e aumentare l’accessibilità democratica: nulla di più falso. La presenza di Musk alla sagra politica di Fratelli d’Italia è la prova finale dell’incubo reazionario e complottista generato dall’alleanza del capitalismo tecnologico e il populismo nazionalista con il solo obiettivo di dismettere la democrazia”.

Per Saviano “la retorica insopportabile di Musk che invita a fare figli somiglia a quella dei latifondisti che celebravano le nascite perché rimpinzavano le loro piantagioni di rinnovata forza lavoro. Fate figli dice Musk! E con quali sicurezze sociali, con quali salari? In quale mondo avvelenato? Con quali risorse? Fare appello all’atto romantico omettendo le problematiche è atto miserevole. È solo esercizio di propaganda invitare a procreare senza intervenire sulle condizioni del lavoro, in assenza di diritti che garantiscano il tempo per la cura dei figli, l’accessibilità alla scuola, il diritto alla sanità, la necessaria salvaguardia ecologica. È il solito paradigma: produci – consuma – figlia – crepa”. “La risposta populista a questo- dice ancora- è il banausico commento: ‘i figli si sono fatti ( e si fanno) in condizioni ben peggiori’; certo in epoche di diversa consapevolezza sociale e in territori dove è assente l’accesso alla contraccezione. Non scelte quindi di procreare ma semplice conseguenze di atti”.

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