Capitan Bonomi di nuovo all’attacco: Conte fuori la grana

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Il nuovo capo di Confindustria, Carlo Bonomi, torna a batter cassa. Vuole soldi per i suoi imprenditori, ed oggi ha portato il ‘cambialone’ da firmare agli Stati generali organizzati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. E non ha usato toni cortesi, anzi: «Chiedo immediato rispetto per sentenza magistratura che impone restituzione di 3,4 mld di accise energia, impropriamente pagate da imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione» è il telegramma inviato a Palazzo Chigi. Vogliono il taglio delle tasse, più soldi per il rilancio delle imprese in difficoltà, incassare subito quanto spetta loro dalla pubblica amministrazione per lavori già svolti. Soprattutto mani libere, senza che lo Stato si impicci troppo di come intendono operare e garantire l’occupazione. «Bonomi urla e strepita? Ci risulta che già si stanno levando voci critiche dentro la stessa Confindustria nei suoi confronti- dice un Dem di peso- se continua così porterà gli industriali a sbattere contro un muro. Chiedono sempre più soldi, nulla dicono su quanto già preso, nulla sulle garanzie che verranno utilizzate per rilanciare e mantenere l’occupazione». Forse Bonomi oggi era pure irritato per lo scherzetto che gli hanno fatto i giornalisti del Sole 24 ore, quotidiano della sua Confindustria, da oggi in sciopero: domani niente in edicola, ma soprattutto niente paginone su Bonomi agli Stati generali. Leggendo tra le righe il comunicato sindacale, si capisce al volo che cosa vuole Bonomi da tutti i lavoratori italiani: lavorare di più e prendere meno soldi in busta paga. Ai suoi del Sole 24 Ore, lamentando l’emergenza virus, li vuole mettere in cassa integrazione per una settimana al mese ma, si legge nella nota sindacale «la produzione garantita dalla redazione non è certo diminuita, come presuppone la richiesta di cassa Covid, semmai è aumentata in misura importante… e a dirlo non è la redazione, ma la stessa comunicazione aziendale, che
solo lo scorso 14 maggio rivendicava risultati ‘al top a marzo: +6,3% in edicola e +145% il sito’». Questo è, Bonomi, se vi pare.

Quanto alla sua ‘ansia da prestazione politica’, come l’ha bollata il premier Conte, oggi anche il M5S lo ha preso di mira: «Dagli industriali ci aspettiamo proposte serie, non attacchi incomprensibili e manovre sottobanco per indebolire l’Esecutivo.
Giù le mani da Giuseppe Conte, che ha gestito benissimo la crisi Covid, che ha ottenuto risultati importanti ai tavoli europei, come mai era accaduto fino ad ora».

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 17 GIUGNO 2020

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17 Giugno 2020
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