Obbligo di vaccini, a Bologna si muove la ‘resistenza’/FOTO

A Bologna l'associazione "VacciPiano" ha organizzato un incontro, per domenica mattina, per lanciare una discussione pubblica sul tema dei vaccini
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BOLOGNA – Sono convinti che l’obbligo vaccinale introdotto dalla Regione Emilia-Romagna sia “discriminatorio” e vogliono aprire una discussione con gli altri genitori, gli educatori, i professionisti della salute e la cittadinanza a Bologna. Si tratta del gruppo ‘VaccipiaNo‘, nato dopo l’approvazione della legge regionale che rende obbligatorio il vaccino per l’iscrizione ai nidi. E per dopodomani, domenica, alle 10.30 al Centro Costa di via Azzo Gardino 44, organizza un appuntamento pubblico sul tema della libertà di scelta. I genitori aderenti a VaccipiaNo, intanto, con una lunga petizione diretta al sindaco Virginio Merola, alla vice Marilena Pillati e al Consiglio comunale di Bologna, chiedono all’amministrazione cittadina di prendere le distanze dalla Regione, di non prevedere provvedimenti contro i genitori che disobbediscono alla norma, di proporre a viale Aldo Moro soluzioni alternative, di creare un tavolo di confronto sulle politiche vaccinali, invitando professionisti esperti in materia e coinvolgendo ‘VaccipiaNo’ e altri gruppi di genitori e associazioni.

Il sindaco Merola

Il gruppo sottolinea di non essere per un ‘no’ tout court ai vaccini, ma ribadisce le vaccinazioni sono un diritto e non un dovere. Tra i presupposti su cui si basa ‘VaccipiaNo’ c’è l’assunto che i vaccini hanno aiutato a combattere terribili malattie, ma anche che nessuna epidemia è al momento in corso in Italia. E che i Tribunali italiani hanno accertato oltre 700 casi di danni provocati da vaccino, tra cui la morte e la paralisi, che in Italia ogni anno vengono segnalati migliaia di casi di sospette reazioni avverse da vaccini. Inoltre, prosegue il gruppo, è oggettiva la presenza in Italia di una legge per i danni da vaccino e il fatto che dal 2005 lo Stato dispensa 30 milioni di euro l’anno per i danneggiati da vaccino.

Da qui la richiesta di ‘VaccipiaNo’ di “prodotti vaccinali sicuri e la personalizzazione del calendario vaccinale”, oltre all’appello alle amministrazioni e al Sistema sanitario di “soluzioni non discriminanti”, di libertà per i medici che decidono di approfondire, discostandosi dal pensiero unico imposto dall’alto. La legge regionale, aggiungono i genitori di ‘VaccipiaNo’, “toccherà migliaia di famiglie che si stanno già attivando e organizzando per fare fronte comune e organizzare azioni e ricorsi contro quello che per loro costituirà un enorme problema da gestire”. E Bologna “non può restare indifferente mentre centinaia di famiglie vengono poste sotto il ricatto di scegliere tra un diritto fondamentale come l’asilo nido e il diritto sancito dalla convenzione di Oviedo a scegliere autonomamente sulla salute dei propri figli”. Da qui l’invito alla discussione “libera ed aperta” di domenica, alla quale parteciperanno tra gli altri Ana Demian, presidente dell’associazione Lov – Liberi dall’obbligo vaccinale, Chiara Ghezzi per Comilva, i medici Sabine Eck e Dario Miedico in collegamento telefonico.

di Angela Sannai, giornalista professionista

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