I toscani litigano di meno con il Fisco, in calo i ricorsi

Tra i ricorsi provinciali guida la sezione di Firenze con 3.675 procedimenti pendenti, seguono Lucca con 1.389 e Pisa, 1.228. Prato è la città con minori contenziosi pendenti, 258
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Inaugurazione anno tributarioFIRENZE – Il 2014 si è chiuso con 9.874 ricorsi pendenti distribuiti nelle 10 commissioni tributarie provinciali della Toscana; 4.790 gli appelli alla commissione regionale. Sono i numeri contenuti nella relazione che ha accompagnato l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2015 della Toscana. Numeri in calo rispetto al 2013 dove i ricorsi sono stati 11.426 e gli appelli 4.886. Tra i ricorsi provinciali guida la sezione di Firenze con 3.675 procedimenti pendenti, seguono Lucca con 1.389 e Pisa, 1.228. Prato è la città con minori contenziosi pendenti, 258. Il 2014 è stato anche l’anno in cui si è esaurito l’arretrato storico delle controversie in capo alla sezione regionale toscana della commissione tributaria centrale (terzo grado amministrativo, soppresso dal dlgs. 545/1992, riattivato a livello regionale dalla finanziaria 2008 per smaltire i procedimenti arretrati).

“Segnali positivi- sottolinea Mario Cicale, presidente della commissione tributaria della Toscana- anche se nel grado d’appello c’è stato una minor resa. L’aumento del numero dei giudici tributari potrà aiutare lo smaltimento di un arretrato non enorme ma comunque significativo”. Tempistiche? “Difficile dirlo- continua- ci vorrà del personale, l’arrivo di giudice di nuova nomina, volenterosi di dedicarsi a questa attività che non per tutti è l’attività fondamentale. Qui siamo un ufficio giudiziario composto totalmente da giudici non a tempo pieno”. Tra le fattispecie dei ricorsi, “quello che noto in forte aumento, per lo meno in appello, è il contenzioso molto complesso sugli accertamenti induttivi. La crisi economica aggrava questa situazioni e quindi le difficoltà anche delle aziende fatte oggetto di un avviso di accertamento”.

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