FOTO | Da Roma alle Maldive per una vacanza studio speciale

Da qualche giorno gli studenti dell'istituto agrario 'Sereni' sono alle Maldive, dove studiano il clima e i modelli turistici insieme agli esperti dell'Università Bicocca
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di Martina Mazzeo

MALE’ (Maldive) – Adanga è il nome di un’isola disabitata appartenente all’antologia di Faafu, lo stesso di Magoodhoo. Qui, ieri, i ragazzi e le ragazze dell’istituto agrario ‘Sereni’ di Roma hanno trascorso una giornata di relax, tra snorkeling nel reef e partite di pallavolo con i guidatori maldiviani dei dhoni, tipiche imbarcazioni in legno.

Si tratta del secondo tipo di isola di cui il gruppo di studenti fa esperienza diretta durante una specialissima settimana di studio alle Maldive durante la quale sono ospiti negli spazi del Mahre Center dell’Università Bicocca di Milano. Dopo l’isola abitata, Magoodhoo, l’isola disabitata, Adanga, tra due giorni gli studenti visiteranno un resort ecosostenibile. Obiettivo dell’equipe del MaRhe center è mostrare ai ragazzi diversi ambienti e molteplici modelli di interazione uomo-ambiente qui alle Maldive.

Nell’arcipelago vige infatti la regola della segregazione spaziale riassumibile con lo slogan ‘one island one resort’: in base a questa consuetudine turisti e locali non possono convivere sulla medesima isola, per evitare la cosiddetta “contaminazione culturale”, come la definirono i governanti maldiviani quando nel 1978 introdussero un pacchetto di leggi per regolamentare il turismo. Proprio di modelli turistici i ragazzi e le ragazze hanno parlato approfonditamente con Stefano Malatesta, ricercatore della Bicocca, durante un workshop sulle sfide ambientali dei sistemi locali.

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GIOVEDI’ L’ARRIVO A MAGOODHOO

Ventiquattro ore, due aerei, uno scafo. I ragazzi e le ragazze del ‘Sereni’ sono arrivati giovedì a Magoodhoo, nell’arcipelago delle Maldive. Solcare le grosse onde a favore di crociera, in pieno oceano Indiano, ha messo a dura prova la resistenza fisica del gruppo. Ma è bastato rimettere piede a terra per capire che ne è valsa la pena. L’accoglienza riservata dagli abitanti dell’isola ha poi risollevato lo spirito degli undici studenti, sicuramente provati dal viaggio.

Il Marhe center, che l’università Bicocca ha fondato qui sull’isola, ha deciso di ospitare la scolaresca romana per accompagnarla in un percorso di conoscenza dell’ecosistema locale e degli effetti del cambiamento climatico. Diversi esperti, coordinati dal professore Paolo Galli, parleranno con gli studenti di biologia marina, tecniche di studio e ricerche innovative.

“Voglio che i miei studenti siano stimolati ad approfondire una serie di discorsi, una volta tornati da qui. È necessario vedere certi luoghi per capire”, ha commentato la dirigente Patrizia Marini, durante un primo seminario spontaneo tra gli studenti e uno dei ricercatori di Bicocca.

CORALLI E CLIMA

Sono diverse le attività pratiche e di studio che gli studenti del Sereni hanno svolto in questi giorni. Lo snorkeling lungo un pezzo della scogliera corallina di Magoodhoo ha fatto emozionare gli studenti: “È l’attività che mi è piaciuta di più- hanno commentato Chiara e Irene- è stato bello poi nel pomeriggio approfondire in aula ciò che avevamo visto dal vivo”.

Insieme al ricercatore dell’università Bicocca Enrico Montalbetti, i giovani hanno poi fatto un approfindimento sulle cause del cambiamento climatico in corso e sulle origini delle isole Maldive, atolli nell’oceano indiano che sono precisamente un tipo di scogliera corallina. “Puntiamo molto sulla scientificità di questo progetto- ha sottolineato la dirigente scolastica Patrizia Marini- e speriamo che altri studenti possano cogliere l’opportunità eccezionale di studiare in luoghi come questi”.
Un’apertura alle scuole superiori è in effetti la direzione che il MaRhe Center sta prendendo, anche in vista dell’Expo di Dubai, come ha spiegato il direttore Paolo Galli: “Vogliamo stimolare le menti di questi studenti perché crediamo sia importante offrire loro gli strumenti per conoscere e magari in futuro diventare cultori di queste materie”. C’è già una idea per proseguire la collaborazione tra il ‘Sereni’ e il centro: mappare tutta la biodiversità botanica del MaRhe center “e portare anche qui un po’ delle nostre conoscenze agronomiche” ha raccontato Luciano, uno degli studenti.

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17 Febbraio 2020
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