A Roma la ciclabile di Ponte Matteotti è invasa da siringhe e rifiuti

ROMA – Una bottiglietta di metadone, un tappeto di siringhe. Un percorso ad ostacoli fatto di aghi quello che tutti i giorni i ciclisti e runner della Capitale devono percorrere per accedere alla pista ciclabile sulla sponda ovest del Tevere.

Tra i quartieri Flaminio e Prati, in quello che può essere ancora definito centro di Roma, i tossicodipendenti trovano riparo per sommistrarsi le loro dosi lontano da occhi indiscreti. Basta accedere dal cancello su Lungotevere a ridosso del semaforo di Ponte Matteotti dove è segnalato da Roma Capitale il “Percorso ciclopedonale – Tratto centro” e camminare per una trentina di metri.

Il tunnel sottostante Ponte Matteotti parla da solo: scatole, resti di cibo, cartoni del vino e cumoli di rifiuti sono il simbolo del bivacco continuo e indisturbato. Le decine di siringhe a terra, le bottigliette di metadone sono il segno evidente di come il luogo sia anche il prescelto dai tossici di zona per somministrarsi le sostanze in vena. Tutto questo nel centro di Roma, in luogo accessibile a tutti, amanti della bici e del jogging. Un luogo che almeno in teoria dovrebbe far parte dell’offerta turistica di Roma Capitale.

16 Gennaio 2018
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