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Endometriosi e alimentazione: meglio mangiare cibi antinfiammatori

dieta endometriosi
Intervista alla Professoressa Gigliola Braga, biologa e nutrizionista dell’Università di Torino
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ROMA – L’endometriosi è una malattia femminile e invalidante che colpisce soprattutto le donne in età fertile. Si presenta con dolori pelvici intensi e spesso anche cronici e dolore nei rapporti sessuali. Non è infrequente un senso spesso di spossatezza e sofferenza a carico dell’apparato intestinale. Questa condizione non deve essere trascurata, perché può portare a infertilità, aborti spontanei e menopausa precoce. Diversi studi hanno dimostrato che esiste una relazione tra dieta ed endometriosi. Quindi in che modo l’alimentazione può incidere positivamente sulla patologia? Quali sono i cibi ‘buoni’ e quelli ‘cattivi’ che dobbiamo evitare? E gli stili di vita in che modo possono arrecare beneficio alla donna che è afflitta dall’endometriosi? L’agenzia di stampa Dire ne ha parlato con la Professoressa Gigliola Braga, biologa e nutrizionista presso l’Università di Torino, esperta del modello alimentare ‘dieta zona’ e scrittrice di numerosi volumi sul tema.

È vero che l’alimentazione può contribuire a contrastare e a mitigare l’endometriosi?
“L’alimentazione può agire sull’endometriosi in modo sia diretto sia indiretto. Iniziamo da quest’ultimo aspetto parlando degli ftalati, sostanze chimiche sospettate di avere una parte attiva nella genesi dell’endometriosi. Sono presenti nelle materie plastiche, pvc e pellicole per renderle più morbide, flessibili ed adesive. Il loro uso è vietato in Italia e seppur i controlli siano serrati, è sempre bene stare in guardia perché i primi difensori della nostra alimentazione siamo noi. Gli ftalati sono solubili nei grassi e nell’alcol quindi possono migrare negli alimenti che li contengono e arrivare nell’organismo. Il tempo ci dirà se tali sostanze incidono davvero sull’endometriosi e in quale misura, ma in ogni caso cerchiamo di tutelare la nostra salute prevendo un’esposizione potenzialmente dannosa. L’influenza diretta dell’alimentazione sull’endometriosi riguarda invece l’aspetto infiammatorio che si pensa essere legato a questa condizione e che può essere mitigato o, al contrario, provocato proprio dal cibo”.

A tal proposito in cosa consiste la dieta anti-endometriosi? Cibi da consigliare e quelli invece da sconsigliare o addirittura evitare?
“Una dieta antifiammatoria è composta ovviamente da cibi in grado di contrastare l’infiammazione- sottolinea la professoressa Braga- I cibi dall’alto potere antifiammatorio sono il pesce ricco di omega-3, come il salmone selvaggio, il pesce azzurro e le aringhe. Tuttavia non basta mangiare del pesce per pensare di alleviare l’endometriosi, piuttosto è consigliabile adottare un modello alimentare che duri nel tempo ed uno stile di vita sano per godere di buona salute e ‘mitigare’ tale patologia. Sotto questo aspetto, verdura e frutta di stagione non devono mai mancare sulle nostre tavole perché sono ricche di polifenoli che hanno un grande effetto antinfiammatorio. Le colture più ricche di queste sostanze e quindi da privilegiare dovrebbero essere quelle che guardano al passato, alle coltivazioni ‘di una volta’. È stato ampiamente dimostrato il ruolo benefico e antifiammatorio sull’organismo delle erbe aromatiche, delle spezie e dell’olio di oliva extra vergine che, quando provoca un pizzicore in gola, rivela la presenza dei preziosi polifenoli. Al contrario è bene evitare i cibi ricchi di omega-6 proinfiammatori. Li troviamo soprattutto negli oli di semi (girasole, soia, ecc.), ma attenzione anche alle margarine con i grassi idrogenati o interesterificati a volte utilizzati dall’industria per il loro basso costo per fornire prodotti che devono mantenere a lungo la freschezza (merendine, fette biscottate, biscotti, piatti pronti, ecc.). Una categoria di alimenti che, se utilizzati in eccesso, aumentano l’infiammazione, sono i carboidrati che, in seguito alla digestione, determinano nel sangue la crescita dell’insulina, un ormone indispensabile alla vita, che però ‘accende l’infiammazione’. Un po’ di carboidrati servono, ma non bisogna abusarne, quindi attenzione ai dolci e ad assumere nello stesso pasto un primo piatto come la pastasciutta, e il dolce o la frutta insieme”.

Ci sono alimenti di stagione ‘antinfiammatori naturali’ che è bene portare in tavola abitualmente?
“Certi pesci, le carni, le uova e il latte di animali allevati in modo naturale sono ricchi di omega-3, le verdure e la frutta di stagione abbondano di polifenoli. A dicembre- spiega Braga- non lasciamoci ‘abbagliare’ dalla voglia di uva che in questo periodo ha pochi polifenoli visto che la loro presenza diminuisce man mano che ci si allontana dal momento della raccolta. In questa stagione sì all’arancia, al mandarino e alla mela. A proposito di questo frutto, torna in mente il detto popolare ‘una mela al giorno toglie il medico di torno’ che un tempo derivava dall’osservazione pratica mentre oggi sappiamo essere determinata dalla ricchezza di polifenoli presenti in questo frutto. E più la mela proviene da un albero che ha subito pochi trattamenti, più è ricca di queste preziose sostanze. Le imperfezioni che togliamo sulla pelle di certi frutti prima di mangiarli, sono vere e proprie ‘cicatrici’ che testimoniano l’esito della ‘battaglia’ che la mela ha ingaggiato per maturare. Ebbene, negli ultimi tempi si è scoperto che queste sostanze utili alla pianta per sopravvivere, proteggono anche l’uomo perché stimolano l’organismo a produrre, per esempio, sostanze antinfiammatorie. Quindi, dal punto di vista nutrizionale, è meglio mangiare frutta magari meno bella nell’aspetto ma più ricca di questi elementi biologicamente attivi che il contrario. Educare le giovani generazioni a non avere il mito della bellezza per guardare più al reale valore degli alimenti, è un obiettivo che a mio avviso dobbiamo porci. Non a caso l’Unesco nel 2010 ha premiato riconosciuto la dieta mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità non certo per la pasta e la pizza, ma, tra le altre motivazioni, ha incluso la nostra cultura da salvaguardare perché privilegia ancora oggi il consumo di prodotti provenienti, quando possibile, dai mercatini rionali e dalla cucina casalinga che garantiscono la salvaguardia non solo dell’antica sapienza nei mestieri, ma anche risorse nutrizionali impagabili per la nostra salute”.

Lo stile di vita può incidere positivamente? Cosa consiglia alle lettrici?
“Oltre all’alimentazione descritta- conclude la Professoressa Gigliola Braga- l’attività fisica regolare incide in modo determinante sulla nostra salute perché, per esempio, abbassa i livelli insulinici esercitando in questo modo un maggior controllo sull’infiammazione. È importante tenere a bada anche lo stress che induce la sintesi di cortisolo, un altro ormone proinfiammatorio quando è in eccesso. Quindi ben vengano tutte quelle attività rilassanti che per qualcuna possono essere delle passeggiate, per altre l’impegno per un hobby, per altre ancora, lo yoga o la meditazione”.

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