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In migliaia a Milano sotto la pioggia per l’ultimo saluto a Dario Fo

"Noi siamo comunisti e atei ma sono sicuro che adesso loro due sono insieme e si fanno delle gran risate", ha detto Jacopo Fo
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MILANO – Tanta folla in piazza Duomo a Milano, “sotto il diluvio universale” come ha ripetuto più volte Jacopo Fo, per dare l’ultimo saluto a Dario Fo, l’artista premio Nobel scomparso giovedì.  La cerimonia laica si è svolta nel cuore di Milano e così aveva voluto lo stesso Fo: “Noi siamo comunisti e atei”, ha detto un commosso Jacopo Fo. Così come la canzone “Stringimi forte i polsi” che risuonava dagli altoparlanti, spiega ancora Jacopo Fo, “L’aveva scritta mio padre per mia madre, ed è lui che aveva voluto che fosse suonata”.

Alla cerimonia, partecipata da migliaia di persone con l’ombrello, ha parlato Dario Fo, ha parlato Carlo Petrini, fondatore di Slow food e intimo amico dell’artista. “Molte persone oneste e sincere, in questi giorni, hanno tenuto a sottolineare la differenza tra l’artista, il genio straordinario, l’attore meraviglioso e la politica, quasi come se le due cose fossero scindibili”, ha detto Petrini. “Ecco io voglio dire, con tutto il rispetto, penso che questo sia impossibile e che non sia giusto. E ben lo sapevano quei sovversivi dell’accademia svedese che motivarono il suo Nobel con una sintesi perfetta: ‘Seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi‘”.

Poi ha parlato un accorato Jacopo, il figlio di Dario e Franca Rame. “Mio padre mi ha detto una cosa fin da quando ero piccolo. Non era uno che faceva grandi lezioni, ma ogni tanto dava un consiglio. Mi ha detto: ‘Fai quel che vuoi che campi di più‘. Fai quel che vuoi nel senso più alto, se ha un desiderio seguilo a tutti i costi. Ecco, mio padre e mia madre hanno fatto questo, sono andati avanti, nonostante tutto quello che gli hanno fatto, non hanno piegato la testa“.

E ancora: “Può succedere che la gente senza potere prenda il potere, prenda la dignità di vivere, o riesca a trovare delle soluzioni geniali che possono rovesciare la situazione“, ha detto il figlio di Fo partendo da un aneddoto, sulla città di Bologna nel Medioevo, che suo padre gli raccontava quando era piccolo.

E suoi suoi genitori ha detto: “Noi siamo comunisti e atei però mio padre non ha mai smesso di parlare con mia madre e chiederle consiglio. Siamo anche un po’ animisti, perché non è credibile che uno muore veramente, dai. Si fa per dire. Sono sicuro che adesso sono insieme e si fanno delle gran risate” ha detto commosso jacopo. E ancora: “In scena c’era la loro vita, non era la semplice capacità istrionica. La gente amava Dario e Franca per questo, non perché erano bravi attori, ma perché hanno visto qualcuno che c’era veramente”. Al termine del discorso ha salutato tutti dicendo “Grazie compagni”. E sono partite le note di “Bella ciao” che hanno accompagnato la conclusione della cerimonia e il corteo funebre.

Tanti i personaggi famosi, politici e non, che hanno voluto prendere parte ai funerali di Dario Fo. Tra loro Beppe Grillo (che non ha rilasciato dichiarazioni), Roberto Saviano e anche tanti sindaci con la fascia tricolore, da Giuseppe Sala a Chiara Appendino e Virginia Raggi. I funerali sono stati trasmessi in diretta streaming da Rai News 24. Dopo la cerimonia, la bara di Dario Fo verrà trasferita al cimitero monumentale di Milano: sarà seppellito vicino alla tomba della moglie Franca Rame.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

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