Mamma mamma, è vero che il presidente Conte farà il rimpasto?

L'editoriale del direttore Nicola Perrone
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ROMA – E non sarà facile dosare tutti gli ingredienti per tirar fuori un bel ciambellone, si spera non di salvataggio. Mancano pochi giorni nelle sette regioni dove si voterà per il nuovo presidente e per il consiglio, e sul referendum per il taglio di 345 parlamentari. Visti i risultati, un minuto dopo, si saprà se la maggioranza di Governo avrà il tempo necessario per riorganizzarsi, trovare nuovi punti di intesa per rilanciare l’azione e le alleanze in vista delle prossime elezioni politiche e, soprattutto, per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Per molti parlamentari, alla fine, sarà necessario arrivare ad un rimpasto di Governo, accompagnando i nuovi ingressi con il rilancio dell’immagine di tutto l’esecutivo che a quel punto avrà in mano una carta fondamentale: la gestione dei 209 miliardi di euro che arriveranno dall’Europa in primavera. Il presidente Conte interpellato sull’ipotesi rimpasto è apparso infastidito dalla chiacchiera, sottolineando che lui sta lavorando su cose concrete. Ma dentro il Pd lo aspettano al varco: se le regionali finiranno in pareggio, 3 regioni al centrosinistra (Toscana, Campania e Puglia) e 3 al centrodestra (Veneto, Liguria e Marche) un minuto dopo si passerà ad incalzarlo. A quanto si è appreso, infatti, ci sono molti mugugni sui tanti dossier, Ilva, Alitalia, Autostrade… aperti e lasciati poi nei vari cassetti senza soluzione: “E’ tempo di darsi una mossa… ma adesso pensiamo al voto”, si dice da più parti in casa Dem. E Beppe Grillo, garante supremo del Movimento 5 Stelle, oggi ha sentenziato: “La sinistra ha poche idee, la destra non le ha, noi ne abbiamo qualcuna: mettiamo insieme le energie” ha detto, con una sottolineatura rivolta ai ‘grillini’ che lo stavano ascoltando: “Al governo avete fatto un miracolo, vi amo come figli, siete i miei figli”. Bene, è tempo di seguire i consigli di papà.

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