Fermi tutti: forse in Senato Conte si prenderà voti ‘renziani’ senza Renzi

Il ritorno in maggioranza della gran parte dei senatori di Italia Viva con la sconfessione di Matteo Renzi non è uno scenario impossibile
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ROMA – Riunioni su riunioni e marcamento a uomo. Fino all’ultimo respiro, all’ultimo minuto. Mancano poche ore alla prova del fuoco, per vedere se il Governo Conte potrà andare avanti. Il premier lunedì prossimo, alle 12, interverrà alla Camera e alla fine del confronto tra le forze politiche in serata arriverà la prima fiducia. Martedì toccherà al Senato, dove da sempre la maggioranza ha pochi voti di scarto. Ed è lì che il premier Conte si gioca la partita del futuro.

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L’asticella da raggiungere è fissata a quota 161 voti, la maggioranza assoluta. Con 161 voti, stando a vari pareri raccolti, il Governo potrà andare avanti, avrà più respiro. Se invece Conte passerà sì, ma con meno voti, allora si aprirà un altro scenario con le probabili sue dimissioni. A meno che, ed è questo il tam tam che corre nei Palazzi della politica, alla fine non ci troveremo di fronte alla sorpresa: il ritorno in maggioranza della gran parte dei senatori di Italia Viva con la sconfessione di Matteo Renzi.

Impossibile? No, almeno stando a sentire quanto si stanno dicendo tra di loro i cosiddetti ‘costruttori’, il gruppo che in un primo momento doveva nascere proprio per sostituire i senatori ‘renziani’, che a questo punto si aggiungerebbero facendo superare così anche quota 161. Sono voci che si rincorrono, che anche di fronte al secco ‘no’ a Renzi da parte del Pd e del M5S, rispondono che, appunto, il ‘no’ a stringere accordi potrebbe riguardare solo Renzi, non quanti decideranno di opporsi “alla sua scelta scellerata”.

A quel punto, è il ragionamento, si aprirà un nuovo scenario: sarà chiaro che in campo c’è una maggioranza rafforzata, che si potrà procedere ad un patto di legislatura con un Conte 3 ed una nuova squadra di ministri, più politici e di grado elevato. Per quanto riguarda invece i ‘renziani’, questi dicono che loro sono compatti, anche se è vero che a più di qualcuno non è andata giù la spaccatura netta con gli alleati da parte del loro leader. Ma anche in caso di vittoria per la maggioranza ci saranno altri problemi perché in molti spingono per sostituire soltanto le due ministre dimissionarie, ma altrettanti invece perché la nuova squadra di Governo sia in gran parte veramente nuova.

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